fbpx Fukushima, sempre peggio | Page 14 | Scienza in rete

Fukushima, sempre peggio

Primary tabs

Read time: 2 mins

Da più parti si sottolinea come la situazione a Fukushima stia prendendo davvero una pessima piega. Ci sono enormi difficoltà ad assicurare ai noccioli il necessario raffreddamento e la fusione delle barre di combustibile sarebbe già in corso.

Nel comunicato stampa JAIF (Japan Atomic Industrial Forum) del 16 marzo si parla di danni all'integrità del nocciolo e del combustibile nei reattori 1, 2 e 3. Situazione confermata, secondo l'agenzia giapponese Kyodo News, anche dalla stessa TEPCO, che ha stimato un danno del 70% alle barre di combustibile del reattore 1 e del 33% a quelle del reattore 2.

A questa situazione già drammatica bisogna aggiungere, secondo le ultime note diffuse da IAEA, la pericolosa situazione che si sta creando anche nei reattori che al momento del sisma erano in manutenzione. Preoccupa infatti il reattore 4, interessato anch'esso nei giorni scorsi da incendi ed esplosioni. La temperatura della piscina di stoccaggio delle barre esauste è infatti salita a livelli di guardia. Di norma viene mantenuta intorno ai 25 gradi, ma gli ultimi dati disponibili indicano una temperatura di oltre 80 gradi, con il pericolo concreto che una eccessiva evaporazione lasci scoperte le barre di combustibile.

Mercoledì si era tentato di migliorare la situazione del reattore numero 3 utilizzando elicotteri per versare acqua sull'impianto, ma si è dovuto subito desistere a causa dell'elevata radioattività registrata. Secondo Kyodo News il tentativo sarebbe invece riuscito nella notte di giovedì con il reattore numero 1. L'utilizzo di mezzi terrestri (cannoni ad acqua) sarebbe ostacolato dalla presenza dei detriti prodotti dalle esplosioni.

I fatti, purtroppo, stanno dando ragione al capo dell'Agenzia atomica russa, Serghiei Kirienko, che due giorni fa sottolineava come la crisi nucleare in Giappone si stesse evolvendo secondo lo scenario peggiore.

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Luoghi: 
Free tag: 
Indice: 
Nucleare

prossimo articolo

Giove rimpicciolisce (di poco): la nuova misura dalla missione Juno

giove

Nuove analisi combinate dei dati della sonda Juno e del telescopio spaziale Hubble aggiornano con precisione senza precedenti la forma di Giove, che risulta leggermente più compatto rispetto alle stime storiche derivate da Pioneer e Voyager, con raggi polare ed equatoriale inferiori rispettivamente di circa 12 e 4 km. Questi risultati, da poco pubblicati su Nature Astronomy, introducono vincoli più stringenti sui modelli della struttura interna dei giganti gassosi e migliora la calibrazione delle relazioni massa–raggio usate per interpretare gli esopianeti.

Nell'immagine di copertina: il pianeta Giove. Crediti: Kevin M. Gill (CC-BY) based on images provided courtesy of NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS

Dopo oltre quarant’anni, nuovi dati della missione Juno della NASA e del telescopio spaziale Hubble hanno permesso di ricalcolare con precisione senza precedenti la forma di Giove, rivelando che il pianeta è leggermente più compatto rispetto a quanto indicato dalle stime storiche. Il risultato, pubblicato su Nature Astronomy, introduce un nuovo vincolo quantitativo sui modelli interni di Giove e, più in generale, sulla fisica dei pianeti giganti.