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Fondi a pioggia su Capanna

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I 20 milioni di euro destinati dalla presidenza del Consiglio e da vari ministeri alla Fondazione Diritti genetici per il progetto GenEticaMente scatena le proteste nel mondo della scienza. Così la Federazione Italiana di Scienze della Vita (che raduna tutte le società scientifiche che si occupano di piante) nel suo comunicato: "La federazione si associa alla protesta della comunità scientifica italiana per la notizia, rilanciata da molti giornali, della recente assegnazione di 20 milioni di euro alla cosiddetta "Fondazione Diritti Genetici". Tale Fondazione presieduta da Mario Capanna si propone di sviluppare un progetto, denominato GenEticaMente, per il miglioramento delle piante di interesse agrario attraverso processi di selezione genetica assistita da marcatori molecolari (MAS), una tecnologia che già da decenni viene applicata nelle università e nei centri di ricerca agricola in Italia. La nostra Federazione esprime rammarico e preoccupazione per il fatto che questa elargizione di fondi sia stata fatta al di fuori di qualunque sistema di valutazione scientifica proprio nel momento in cui, per esempio attraverso la riforma dell'Università, si propone di utilizzare il merito come criterio unico nella assegnazione delle poche risorse disponibili. La Fondazione Diritti Genetici non presenta alcuna garanzia di competenza e qualificazione per portare avanti progetti scientifici e, anzi, si è distinta nel passato per le sue posizioni anti-scientifiche sulla ricerca genetica in Agricoltura, ignorando tutti i pareri espressi dalla nostra Federazione e dalle Accademie e Società scientifiche nazionali e internazionali. La Federazione Italiana di Scienze della Vita sollecita la Presidenza del Consiglio e tutte le Istituzioni pubbliche che hanno sponsorizzato la Fondazione Diritti Genetici a sospendere qualsiasi erogazione di fondi che prescinda da una attenta valutazione da parte di esperti riconosciuti e ad intraprendere un confronto sulla politica e sulle modalità di finanziamento della ricerca biologica in Italia".

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Genetica

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Il CREA rischia una grave perdita di autorevolezza scientifica

In una lettera aperta un gruppo di ricercatori, fra i quali il Nobel Giorgio Parisi, Elena Cattaneo e Paola Bonfante, esprime la preoccupazione per le nuove nomine di direttori del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria), l'ente nazionale di ricerca vigilato dal  Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Le nomine sembrano infatti «trascurare l’attinenza fra la carriera scientifica dei prescelti come direttori e le aree di ricerca dei Centri». Alcuni profili dei nuovi direttori mostrano curricula da «giovane borsista» più che da ricercatore maturo».In conclusione: «Chiediamo quindi che le procedure di nomina dei Direttori dei Centri CREA siano rese pienamente trasparenti, verificabili e fondate su criteri scientifici chiari, comparabili e coerenti con la missione dei singoli Centri. Il Paese ha bisogno di un CREA forte, autorevole e rispettato a livello internazionale. Per esserlo, deve essere guidato da figure scientificamente riconosciute nei settori che sono chiamate a rappresentare».

Il CREA è il principale ente pubblico italiano di ricerca in agricoltura e scienze agroalimentari. Per questo, le recenti nomine da parte della dirigenza dei 12 Direttori dei suoi Centri di ricerca non possono essere considerate una vicenda interna all’Ente, ma riguardano la credibilità stessa della ricerca pubblica nazionale in un settore strategico per il Paese.