I 20 milioni di euro destinati dalla presidenza del Consiglio e da vari ministeri alla Fondazione Diritti genetici per il progetto GenEticaMente scatena le proteste nel mondo della scienza. Così la Federazione Italiana di Scienze della Vita (che raduna tutte le società scientifiche che si occupano di piante) nel suo comunicato: "La federazione si associa alla protesta della comunità scientifica italiana per la notizia, rilanciata da molti giornali, della recente assegnazione di 20 milioni di euro alla cosiddetta "Fondazione Diritti Genetici". Tale Fondazione presieduta da Mario Capanna si propone di sviluppare un progetto, denominato GenEticaMente, per il miglioramento delle piante di interesse agrario attraverso processi di selezione genetica assistita da marcatori molecolari (MAS), una tecnologia che già da decenni viene applicata nelle università e nei centri di ricerca agricola in Italia. La nostra Federazione esprime rammarico e preoccupazione per il fatto che questa elargizione di fondi sia stata fatta al di fuori di qualunque sistema di valutazione scientifica proprio nel momento in cui, per esempio attraverso la riforma dell'Università, si propone di utilizzare il merito come criterio unico nella assegnazione delle poche risorse disponibili. La Fondazione Diritti Genetici non presenta alcuna garanzia di competenza e qualificazione per portare avanti progetti scientifici e, anzi, si è distinta nel passato per le sue posizioni anti-scientifiche sulla ricerca genetica in Agricoltura, ignorando tutti i pareri espressi dalla nostra Federazione e dalle Accademie e Società scientifiche nazionali e internazionali. La Federazione Italiana di Scienze della Vita sollecita la Presidenza del Consiglio e tutte le Istituzioni pubbliche che hanno sponsorizzato la Fondazione Diritti Genetici a sospendere qualsiasi erogazione di fondi che prescinda da una attenta valutazione da parte di esperti riconosciuti e ad intraprendere un confronto sulla politica e sulle modalità di finanziamento della ricerca biologica in Italia".
Fondi a pioggia su Capanna
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I tre Gesù del Michigan, un viaggio tra mente, storia ed etica

Tre uomini convinti di essere Gesù, i molti «Napoleoni» ricoverati nella Francia dell’Ottocento, persone che percepiscono un proprio arto come estraneo: nel suo saggio, lo psicologo Douwe Draaisma attraversa alcuni dei più singolari inganni della mente. Ma “I tre Gesù del Michigan e altri curiosi casi di illusioni e inganni della mente” (Codice Edizioni, 2026) è anche un viaggio nella storia della psichiatria e nel modo in cui è cambiato il nostro sguardo sui suoi pazienti. Perché i deliri non nascono fuori dal tempo: parlano dell’epoca, della cultura e dell’ambiente in cui prendono forma. Mostrando il tentativo della mente di preservare, anche nelle condizioni più estreme, una propria coerenza.
C’è poco da girarci intorno: molti disturbi psichiatrici, per terribili che siano a livello umano, ci risultano affascinanti. Non è un caso che abbiano ispirato libri e film, a volte autobiografici, altre più o meno romanzati: da Una stanza piena di gente di Daniel Keyes a A beautiful mind, da La ragazza interrotta (che è stato sia libro sia film) fino all’opera omnia del neurologo Oliver Sacks, che di quei disturbi ha fatto il centro della sua narrazione in chiave divulgativa.