Leggendo tra le righe delle sequenze di DNA già depositate nelle banche dati, che si riferiscono al materiale proveniente dal nucleo, si può risalire anche al genoma mitocondriale, senza doverlo estrarre in laboratorio. Con uno strumento bioinformatico messo a punto da due ricercatori italiani, infatti, si possono ricavare informazioni utili anche sul DNA contenuto nei mitocondri e sulla presenza di eventuali mutazioni a questo livello. Si sa che queste mutazioni sono responsabili di rare patologie trasmesse per via materna, come la sindrome di Leigh, di Kearns-Sayre, di Pearson o diverse encefalopatie e neuropatie. «Studiando però meglio questo materiale genetico “negletto”» spiega Graziano Pesole, direttore dell’ Istituto di biomembrane e bioenergetica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibbe-Cnr) di Bari, «potremmo avere delle sorprese, scoprendo un suo ruolo anche in altre condizioni: il funzionamento della cellula infatti deriva dall’interazione tra le informazioni provenienti sia dal nucleo sia dai mitocondri». I kit commerciali attuali si concentrano sulle sequenze codificanti del DNA contenuto nel nucleo, circa l’1-2 per cento del totale. «Abbiamo scoperto però che tra queste, per il processo di arricchimento che precede l’analisi, ci sono anche sequenze provenienti dai mitocondri. Mettendole insieme, come in un puzzle, possiamo risalire all’intero genoma mitocondriale e così studiarlo in tutte le condizioni che sono già state esaminate dal punto di vista genetico» aggiunge il ricercatore, che insieme a Ernesto Picardi, ricercatore del suo stesso istituto ha pubblicato la scoperta su Nature Methods, da dove è possibile scaricare gratuitamente il software.
Facile accesso al DNA negletto
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Mentre giugno 2026 mette in ginocchio mezza Europa con temperature da record, blackout e morti, l'Ufficio europeo dell'Organizzazione mondiale della sanità pubblica la seconda edizione della sua guida sui piani caldo-salute. Un documento che, oltre a fotografare una minaccia ormai strutturale, dice cose molto concrete su come proteggersi: dalle regole per usare il ventilatore al ruolo decisivo del verde urbano e dei pannelli solari sui tetti. E in cui la ricerca italiana ha un peso notevole. Immagine generata con Claude.
L'estate del 2026 non era ancora iniziata da un giorno che già si contavano i morti. Attorno al solstizio un'ondata di calore eccezionalmente precoce e intensa ha investito l'Europa occidentale con temperature di 14-18 °C superiori alla media per la fine di giugno. La Francia ha toccato il suo record assoluto di sempre, con 44,3 °C a Pissos, nelle Landes; in Portogallo e nel sud della Spagna si sono raggiunti i 42,7 °C; il Regno Unito ha frantumato il primato di caldo per il mese di giugno, fermo dal 1976, sfiorando i 38 °C.