fbpx Empatia, la predisposizione dei bonobo | Page 5 | Scienza in rete

Empatia, la predisposizione dei bonobo

Primary tabs

Read time: 2 mins

Quali siano le origini del sentimento che proviamo nei confronti di individui in difficoltà è materia complessa, ma un recente studio osservativo sui bonobo, pubblicato su Plos One il 30 gennaio, contribuisce a far luce su alcuni aspetti. Zanna Clay e altri ricercatori della Emory University di Atlanta (Georgia, Stati Uniti) hanno scoperto che la capacità di provare empatia - quindi di immedesimarsi nell’altro - e la propensione alla consolazione non nascono necessariamente da capacità cognitive avanzate, come si potrebbe pensare, ma che un fattore fondamentale nel loro sviluppo è invece la presenza di una relazione parentale stabile.

Lo studio ha monitorato giovani bonobo, grandi scimmie note per la vicinanza filogenetica con gli esseri umani, che popolano il santuario di Lola ya Bonobo nella Repubblica Democratica del Congo. I bonobo erano di età compresa fra i tre e i sette anni (corrispondente al periodo che va dall’età pre-scolastica alla scuola primaria per gli esseri umani). La maggior parte di loro sono orfani, perché i genitori sono stati vittime di caccia; altri, invece, sono stati allevati dalle madri biologiche.
Considerando gli oltre 350 conflitti insorti tra i membri del gruppo nel corso di diversi mesi, i ricercatori hanno osservato che, spesso, bonobo che avevano assistito allo scontro si avvicinavano allo “sconfitto” per confortarlo, con abbracci, baci, carezze, e talvolta comportamenti sessuali; e la consolazione aveva l’effetto di alleviare lo stress del destinatario.
Ebbene, l’atto di consolare si osservava con maggiore frequenza nei bonobo più giovani, smentendo l’assunto che si basi su meccanismi cognitivi avanzati, che emergono solo con l’età. I bonobo orfani, d’altra parte, erano meno predisposti a offrire conforto, a indicare che un legame parentale stabile favorisce lo sviluppo del comportamento di consolazione.

Ricerche future si concentreranno più nel dettaglio sull’emergere del comportamento di consolazione nei bonobo nei primi stadi di vita.

Autori: 
Sezioni: 
Dossier: 
Scienze cognitive

prossimo articolo

Tecnologie quantistiche: c’è ancora tempo per ragionare di equità

computer quantistico

Durante le celebrazioni per il centenario del fisico Abdus Salam al "suo" ICPT, che cade giovedì 29 gennaio, si parla di tecnologie quantistiche con alcuni ospiti. Abbiamo intervistato Tommaso Calarco, direttore del Quantum Control Group presso il centro di ricerca di Jülich in Germania, e fra i protagonisti della strategie italiana ed europea sul Quantum Flagship. È possibile seguire in diretto l'evento a questo link.

Immagine di copertina: Ragsxl/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0

Il 29 gennaio 2026 si tengono a Trieste le celebrazioni per i cento anni dalla nascita di Abdus Salam, fisico di origine pakistana e vincitore del premio Nobel per la fisica nel 1979 per l’unificazione tra interazioni elettromagnetiche e deboli. Nel 1964, Salam, insieme al fisico triestino Paolo Budinich, fondò l’International Center for Theoretical Physics, con la missione di garantire pari accesso alla scienza, indipendentemente da barriere geografiche, di genere o economiche. Proprio l’ICTP ospita l’evento.