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Un eccesso d'acqua artica

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I dati satellitari indicano che negli ultimi 15 anni si è accumulata nell'Oceano Artico una grande quantità d'acqua dolce che, se dovesse mutare la circolazione dei venti, finirebbe col riversarsi nel nord Atlantico raffreddando le regioni Europee.

Lo studio, condotto dal team coordinato da Katharine Giles (Centre for Polar Observation and Modelling – University College London) e pubblicato online su Nature Geoscience, si basa sui dati raccolti dal 1995 al 2010 dai radar dei satelliti ERS-2 ed Envisat. Giles e colleghi hanno scoperto che l'area artica si è innalzata di una quindicina di centimetri, segno che nella regione si sono accumulati circa 8000 chilometri cubi di acqua dolce.

L'accumulo sarebbe da ricondurre all'intensificazione dei venti artici e alla conseguente accelerazione della circolazione oceanica nota come Beaufort Gyre. L'accelerazione della corrente avrebbe insomma confinato e accumulato l'acqua con il conseguente innalzamento superficiale registrato dai satelliti. Ora si teme che il cambiamento nella direzione dei venti possa portare alla diminuzione della circolazione artica e all'inevitabile travaso di quell'accumulo d'acqua nell'Atlantico settentrionale.

Se ciò dovesse succedere, si assisterebbe alla formazione di una nuova corrente oceanica in competizione con la calda Corrente del Golfo. Con il risultato che l'Europa si vedrebbe bruscamente privata di quel benefico tepore.

ESA

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Geofisica

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Luigi Nicolais

Luigi (Gino) Nicolais, nato nel 1942, è stato assessore, ministro, professore universitario, presidente CNR, ma soprattutto uno scienziato di fama nel campo della ingegneria chimica e dello studio dei materiali. Sempre attento ai temi dell'innovazione e della politica della ricerca, ha contribuito a fondare, nel 2003, il Gruppo 2003 per la ricerca scientifica. È scomparso il 12 gennaio 2026. Il Gruppo 2003 lo ricorda come un caro amico e ispirato presidente. 

Ho avuto l'onore di conoscere Gino Nicolais nei ranghi del Gruppo 2003 per la ricerca, associazione che in quell'anno "Gino", come si faceva chiamare, ha fondato insieme ad altri noti scienziati italiani con l’obiettivo di aumentare la reputazione della cultura scientifica e promuoverne il ruolo strategico nel nostro Paese.