fbpx A due giorni è già musica | Scienza in rete

A due giorni è già musica

Read time: 1 min

Appena nati già si distingue la musica da altri suoni e rumori e si attivano le medesime aree dell’emisfero destro che vengono stimolate dall’ascolto negli adulti. Un gruppo di ricercatori del San Raffaele di Milano lo ha dimostrato sottoponendo a risonanza magnetica funzionale 18 bambini che non avevano più di tre giorni di vita. «Non solo» ha aggiunto Daniela Perani, che ha coordinato la ricerca. «I piccoli reagivano in maniera diversa quando nella musica introducevamo note stonate o dissonanze». Sarebbe interessante capire quanto questi risultati dipendono davvero da una predisposizione innata e quanto invece dalla esposizione in utero ai suoni, che proprio in questi giorni si è dimostrata capace di influire fin dai primi giorni sul riconoscimento della madre lingua rispetto a idiomi stranieri.

Proc Nat Aca Sci pubblicato online il 22 febbraio 2010

 

 

Autori: 
Sezioni: 
Neuroscienze

prossimo articolo

Citazioni, h-index e highly cited: perché Clarivate, Scopus e Google Scholar non raccontano la stessa storia

disegno di metro su sfondo con neon

Tre database, tre misure diverse dello stesso fenomeno. Capire le differenze non è un dettaglio tecnico: è il presupposto per usare le metriche senza esserne ingannati.

Immaginate un ricercatore che deve comunicare il proprio h-index in una domanda di finanziamento. Apre Web of Science: il numero è, diciamo, 31. Apre Scopus: 38. Apre Google Scholar: 47. Tre piattaforme, tre numeri, nessuna contraddizione interna a ciascuna — eppure nessuna convergenza tra loro. Quale valore è quello “giusto”? La domanda è mal posta, e il disagio che genera è il punto di partenza di questo articolo.