Il misterioso tumore che, passando dal muso di un animale all’altro, sta decimando i diavoli di Tasmania, deriva dalle cellule di Schwann, una sorta di tessuto connettivo che sostiene e protegge le strutture nervose. Secondo i calcoli degli esperti la malattia – unica forma nota di tumore contagioso, insieme a un'altra che colpisce i cani – potrebbe portare a completa estinzione la specie nel giro di una trentina di anni. Ma il lavoro di analisi del trascrittoma condotto dai ricercatori coordinati da Elizabeth Murchison, del laboratorio di Cold Spring Harbor, potrebbe cambiare il destino di questi mammiferi: accertato che il tumore deriva da un unico clone di cellule e messo a punto un marcatore genetico per distinguerlo da altre neoplasie, i ricercatori sperano ora di riuscire a mettere a punto un vaccino che possa garantire la sopravvivenza di questi curiosi animali.
Diavoli sterminati da Schwann
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La ricerca come infrastruttura della sicurezza sanitaria

La preparedness di oggi deve diventare predittiva, prevenire e non solo reagire. Per questo non può dipendere da strutture create durante l’emergenza e destinate a scomparire quando la crisi termina. Richiede istituzioni permanenti, capaci di mantenere attive e reattive nel tempo competenze e reti di collaborazione.
Nella foto: il biotecnopolo, Fondazione Biotecnopolo di Siena
L’interessante analisi del professor Sossai ha messo in luce i concetti di memoria e di amnesia legati alla storia della sanità pubblica. Le grandi emergenze sanitarie lasciano sempre dietro di sé un’eredità complessa. Attraverso la sofferenza che producono hanno la capacità di modificare le società.