fbpx Dalle caverne allo spazio | Scienza in rete

Dalle caverne allo spazio

Primary tabs

Read time: 2 mins

Sei astronauti hanno trascorso un'intensa settimana di addestramento in una grotta sotterranea in Sardegna. E' la seconda fase di CAVES, il programma ideato dall'ESA per preparare i futuri astronauti ai disagi della permanenza nella stazione spaziale.

Ci pensa Hans Bolender, responsabile della European astronaut training division dell'ESA, a fugare eventuali dubbi sull'utilità di un simile addestramento: "Sono molte le somiglianze tra questa esperienza e il volo spaziale, basti pensare alla mancanza del ciclo giorno-notte, alla riduzione delle capacità sensoriali, all'igiene ridotta all'essenziale e alla necessità di lavorare in squadra e risolvere assieme gli eventuali problemi." Il cuore del programma è soprattutto il potenziamento delle capacità del lavoro di squadra pur in un ambiente critico e ostile.

I sei astronauti coinvolti in CAVES - due americani, un canadese, un russo, un giapponese e un danese - si sono calati nella grotta sarda di Sa Gutta e per una settimana si sono occupati di apprendere i protocolli di sicurezza e venire a capo delle prove e dei problemi ideati dagli istruttori. Oltre all'acquisizione delle basilari tecniche di sopravvivenza, il programma prevedeva anche le tipiche situazioni che si devono affrontare nell'esplorazione delle grotte, con la necessità di destreggiarsi in imbracature e discese a corda doppia. In calendario anche lezioni di tecnica fotografica in situazioni di assoluta oscurità, con lo scopo di catalogare le forme di vita che popolano le viscere di Sa Gutta.

Terminato il gioco - si fa per dire - della speleologia, gli astronauti ricominceranno a guardare verso le stelle, in trepidante attesa del giorno in cui dovranno spiccare il volo. 

ESA

Autori: 
Sezioni: 
Astronautica

prossimo articolo

Eclissi: perché solo la Terra può vedere il Sole sparire

eclissi solare

Il 12 agosto un’eclissi parziale di Sole offrirà uno spettacolo eccezionale, soprattutto nel Nord Italia, dove il disco solare sarà oscurato per oltre il 90%. Dietro questo evento si nasconde una straordinaria coincidenza cosmica: Sole e Luna appaiono grandi allo stesso modo nel nostro cielo, una condizione unica nel Sistema solare. Patrizia Caraveo spiega come nascono le eclissi, perché sono così rare da un luogo preciso della Terra e perché continuano ad affascinare gli astronomi - oltre a milioni di appassionati.

In attesa dell’eclissi del 12 agosto che, poco prima del tramonto, oscurerà parzialmente il Sole con una preferenza per le regioni del nord Italia (che potranno godere di oltre il 90% di copertura del disco solare), forse è il caso di spolverare i ricordi di astronomia per apprezzare come l’eclisse ci renda unici nel sistema solare.