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Da dicembre bijoux senza cadmio

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La Commissione europea ha esteso anche alla bigiotteria di basso costo proveniente dall’estero il divieto di utilizzare cadmio. Dal dicembre 2011 i prodotti in vendita nell’Unione non potranno contenere la sostanza, che in passato era usata come colorante o stabilizzante in alcuni articoli in plastica, ma si è  poi dimostrata tossica e in particolare cancerogena. Il primo provvedimento, che risale al 1992, ne consentiva ancora la presenza in alcuni tipi di pvc rigido e nelle bacchette per saldatura, oltre che nella bigiotteria d’importazione a basso costo. Ma la capacità del cadmio di essere assorbito attraverso la pelle, e soprattutto attraverso la lingua, ha spinto i legislatori europei ad apportare al Reach, il regolamento per la registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche, le modifiche che aboliscono anche queste eccezioni.

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Finita la scuola, si smette di parlare del problema, che però permane, pronto a ripresentarsi l’anno successivo. Bisognerebbe partire da una mappatura termica degli edifici, introdurre protocolli comuni e realizzare interventi su schermature, climatizzazione e fotovoltaico. Le coperture possono arrivare dalle aste CO₂, dal Conto Termico e dai fondi europei. Foto di Slow Death su Pixabay.

Aule delle scuole che superano i 35 gradi, studenti affaticati, docenti costretti a lavorare con le finestre spalancate, dirigenti svenuti durante la maturità e piccoli ventilatori portati da casa. Esami affrontati in edifici che assorbono calore durante tutta la giornata e continuano a restituirlo anche quando fuori la temperatura comincia a diminuire.

Ogni estate assistiamo alle stesse immagini; poi termina la scuola, il problema scompare dal dibattito pubblico e tutto viene rinviato all’anno successivo.