fbpx Creato intestino artificiale | Scienza in rete

Creato intestino artificiale

Primary tabs

Read time: 1 min

Ricreato per la prima volta al mondo in laboratorio il tessuto intestinale umano. Il grande risultato è opera di un gruppo di ricercatori americani del Children’s Hospital Medical Center di Cincinnati. Lo studio è stato da poco pubblicato dalla rivista Nature.

Per ricreare il tessuto intestinale umano i ricercatori statunitensi hanno utilizzato cellule staminali pluripotenti indotte ed embrionali. In soli 28 giorni queste cellule sono state in grado di produrre un tessuto intestinale vero e proprio con capacità di secrezione e assorbimento comparabili a quelle del tessuto umano.

La scoperta potrebbe aiutare in futuro i pazienti che soffrono di patologie infiammatorie intestinali, enterocoliti necrotizzanti e di sindrome dell’intestino corto. Il tutto attraverso un trapianto di tessuto. Prima però di vedere applicata questa nuova cura nell'uomo saranno necessari degli esperimenti in modelli animali che il gruppo di Cincinnati ha da poco incominciato.

Nature, doi:10.1038/nature09691 

Autori: 
Sezioni: 
Medicina

prossimo articolo

Infermiere e infermieri, colonne portanti di Medici Senza Frontiere

Ettore Mazzanti del consiglio direttivo di MSF

Da aprile, a guidare Medici Senza Frontiere sono due infermieri, Martina Marchiò ed Ettore Mazzanti.  Segno di un modello in cui la professione infermieristica è centrale non solo nella cura, ma anche nella gestione delle emergenze e nel coordinamento dei progetti umanitari. Dalle guerre alle epidemie, dalle crisi nutrizionali ai campi profughi, l’esperienza maturata sul campo da infermiere e infermieri di MSF diventa un patrimonio di competenze cliniche, organizzative e relazionali che può arricchire anche il sistema sanitario italiano.

La sezione italiana di Medici Senza Frontiere ha recentemente rinnovato il proprio consiglio direttivo, affidando i ruoli di presidente e vicepresidente a due infermieri, Ettore Mazzanti e Martina Marchiò. È una scelta che non rappresenta un’eccezione all’interno dell’organizzazione, ma che riflette una caratteristica strutturale di MSF: la posizione centrale della professione infermieristica non solo nell’assistenza clinica, ma anche nella gestione dei progetti umanitari e nel coordinamento operativo sul campo.