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La Corte Suprema indiana si esprime sul caso Novartis

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La storica decisione della Corte Suprema di Delhi che si è pronunciata a sostegno della legge sui brevetti indiana, giunge dopo sette anni di battaglia legale portata avanti dalla casa farmaceutica svizzera Novartis e rappresenta una grande vittoria per l'accesso a farmaci a basso costo per i pazienti nei Paesi in via di sviluppo, dichiara l’organizzazione medico umanitaria Medici Senza Frontiere (MSF).

"E’ un enorme sollievo per i milioni di pazienti e medici nei Paesi in via di sviluppo che dipendono dai farmaci a basso costo provenienti dall’India, e per i fornitori di cure come MSF", afferma Unni Karunakara, presidente internazionale di MSF. "La decisione della Corte Suprema rende ora i brevetti sui farmaci di cui noi abbiamo un disperato bisogno, meno attuabili. Si tratta del segnale più forte possibile per la Novartis e le altre multinazionali farmaceutiche che devono desistere dall’attaccare la legge indiana dei brevetti” .

L’India ha iniziato a concedere brevetti sui farmaci per conformarsi alle regole del commercio internazionale, ma ha incluso nella propria legge alcune garanzie - tra cui una clausola nota come Sezione 3(d) - che impediscono alle aziende di abusare del sistema dei brevetti. La Sezione 3(d) impedisce alle case farmaceutiche di ottenere brevetti sulle modifiche a farmaci già esistenti, al fine di far perdurare all’infinito i propri monopoli.

La Novartis ha citato per la prima volta il governo indiano in tribunale nel 2006 al fine di ottenere una più ampia concessione di brevetti per i propri prodotti rispetto a quanto stabilito dalla legge indiana (Patents Act, 2005). Nella prima causa davanti all'Alta Corte di Chennai, la Novartis ha sostenuto che la legge non rispettava le regole stabilite dall'Organizzazione Mondiale del Commercio e violava la Costituzione indiana. La Novartis ha perso la causa nel 2007, ma ha fatto ricorso dinanzi alla Corte Suprema, nel tentativo di indebolire l'interpretazione della legge e svuotarla di sostanza. Tutte le richieste della Novartis sono state ieri respinte dalla Corte Suprema indiana.

"Tutti gli attacchi della Novartis alla Sezione 3(d), uno degli elementi nella legge dei brevetti indiana che proteggono la salute pubblica, hanno fallito", dichiara Leena Menghaney, responsabile della Campagna per l'Accesso ai Farmaci di MSF in India. "Gli uffici per i brevetti in India dovranno considerare questo come un chiaro segnale che la legge deve essere applicata rigorosamente e che le domande di brevetto prive di un reale fondamento devono essere respinte".

Anche se i ripetuti attacchi legali della Novartis alla Sezione 3(d) avevano lo scopo di garantire una maggiore concessione di brevetti in India, anche per farmaci già esistenti, la società ha sollevato preoccupazioni circa le implicazioni della decisione sulla questione più importante del finanziamento dell'innovazione medica.

"Al momento l'innovazione medica è finanziata attraverso i prezzi elevati dei farmaci coperti da brevetti monopolistici, a spese dei pazienti e dei governi dei Paesi in via di sviluppo che non possono permettersi quei prezzi", prosegue Unni Karunakara. "Invece di cercare di abusare del sistema dei brevetti modificando le regole e rivendicando sempre più brevetti su vecchi farmaci, l'industria farmaceutica dovrebbe concentrarsi sulla vera innovazione, e i governi dovrebbero sviluppare delle regole che consentano lo sviluppo di farmaci resi subito disponibili a prezzi accessibili. Si tratta di un dialogo che deve iniziare al più presto. Invitiamo la Novartis a essere parte della soluzione e non del problema".

Ufficio Stampa Medici Senza Frontiere

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