fbpx La conoscenza ingrossa il cervello | Page 13 | Scienza in rete

La conoscenza ingrossa il cervello

Primary tabs

Read time: 2 mins

Una ricerca svolta tra coloro che sono riusciti a superare il difficile esame di conduttore di taxi a Londra ha mostrato che al termine del lungo e massacrante tirocinio il loro ippocampo era di dimensioni maggiori di quanto non fosse all'inizio.

Non è facile diventare conduttore dei famosi cab londinesi. Il permesso, infatti, viene rilasciato solamente a chi supera un test davvero duro, significativamente chiamato The Knowledge (la Conoscenza). L'aspirante tassinaro deve dimostrare di conoscere alla perfezione l'intreccio delle circa 25 mila strade e stradine di Londra entro un raggio di una decina di chilometri da Charing Cross. Una conoscenza che mette davvero alla prova le capacità di memorizzazione e organizzazione spaziale degli aspiranti autisti.

Katherine Woollett ed Eleanor Maguire (Institute of Neurology - University College London) hanno indagato se questo apprendimento intensivo potesse in qualche modo modificare l'ippocampo, la parte del cervello che sovrintende alla memoria. Hanno dunque esaminato il cervello e la memoria degli aspiranti tassisti prima del loro tirocinio e alla sua conclusione. Nel loro studio, pubblicato su Current Biology, mettono in luce come coloro che hanno superato positivamente lo scoglio della Knowledge hanno anche aumentato la materia grigia del loro ippocampo posteriore. Il superamento dell'esame, inoltre, è associato anche a un cambiamento nel profilo di memoria.

Poiché in uno studio di una decina d'anni fa era emerso che i tassisti possiedono un ippocampo di maggiori dimensioni rispetto a coloro che non guidano taxi, ora si ha la conferma che a fare la differenza è proprio The Knowledge.

Nature

Autori: 
Sezioni: 
Neuroscienze

prossimo articolo

Com'è stato il clima del 2025 in Italia e in Europa?

tramonto sul mare

Il 2025 è stato un anno caldo per l'Italia e l'Europa, che si inserisce nella tendenza di riscaldamento in atto ormai da anni. Ne risentono gli oceani e i ghiacci montani, che registrano record stagionali considerevoli. Allo stesso tempo le tecnologie "pulite" aumentano, anche se si potrebbe fare meglio: l'inerzia climatica non deve demotivare.

Foto di Gaspare Bnvntr da Pixabay

In Italia e in Europa ha fatto molto caldo