fbpx Confermato limite velocità della luce | Scienza in rete

Confermato limite velocità della luce

Primary tabs

Read time: 2 mins

Durante la 25° Conferenza Internazionale sulla Fisica del Neutrino che si è teunta a Kyoto in Giappone, sono stati presentati i risultati sul tempo di volo dei neutrini dal CERN al Laboratorio INFN del Gran Sasso, misurati dagli esperimenti BOREXINO, ICARUS e LVD e OPERA. I quattro esperimenti, situati nel Laboratorio INFN del Gran Sasso, hanno tutti misurato un tempo di volo consistente con la velocità della luce.
Lo scorso settembre, durante la presentazione dell'esperimento OPERA, i diversi esperimenti coinvolti avevano suggerito una velocità dei neutrini superiore a quella della luce. Come noto, le analisi condotte negli ultimi mesi hanno poi dimostrato che le misure di OPERA erano affette da un malfunzionamento del sistema di timing della fibra ottica dell’esperimento. La vicenda sollevata qualche mese fa si è quindi ora risolta con la massima collaborazione tra i team di ricerca coinvolti. 

“Anche se questo risultato non è così eccitante come qualcuno avrebbe desiderato – ha commentato Sergio Bertolucci, Direttore di Ricerca del CERN – si tratta di quello che, in fondo,  ci si aspettava. La vicenda ha catturato l’immaginazione pubblica e le ha dato l’opportunità di vedere il metodo scientifico in azione: un risultato inaspettato è stato reso noto per essere esaminato e risolto grazie alla colalborazione di esperimenti che sono, normalmente, in concorrenza fra loro. Questo è il modo in cui la scienza si muove”.

Un tema, questo, sottolineato anche da Lucia Votano, direttore dei Laboratori INFN del Gran Sasso. “E' motivo di grande soddisfazione – ha detto Lucia Votano -  che quattro diversi esperimenti del Laboratorio INFN del Gran Sasso abbiano potuto misurare con grande precisione  la velocità del neutrino su una distanza di 730 Km trovando tutti risultati tra loro coerenti e compatibili  con la teoria della relatività”.

Autori: 
Sezioni: 
Dossier: 
Indice: 
Neutrini

prossimo articolo

Genomi su misura con l'IA: la nuova frontiera della biologia sintetica

L’intelligenza artificiale ha imparato a scrivere non solo testi ma... anche genomi. Per la prima volta, modelli addestrati sul linguaggio del DNA hanno infatti progettato da zero batteriofagi funzionanti, capaci di infettare batteri e superarne le resistenze. Un risultato che apre prospettive inedite per la terapia fagica e la biologia sintetica, trasformando l’IA in uno strumento per esplorare lo spazio del biologicamente possibile. Ma la capacità di generare virus pone anche interrogativi urgenti: quanto sono davvero originali queste forme di vita artificiali? E come governare una tecnologia che potrebbe diventare tanto potente quanto pericolosa?

C'è una frontiera della biologia che fino a pochi anni fa sembrava irraggiungibile, eppure oggi, grazie all'intelligenza artificiale, è stata superata: progettare un genoma intero da zero con la stessa facilità con cui si scrive un testo è diventato realtà. Il 6 agosto 2026, un team di ricercatori guidato da Brian L.