fbpx Come l'oceano assorbe la CO2 | Page 2 | Scienza in rete

Come l'oceano assorbe la CO2

Primary tabs

Read time: 2 mins

In che modo l’anidride carbonica viene assorbita dagli oceani? La risposta arriva da un gruppo di scienziati britannici ed australiani al termine di un lungo lavoro di ricerca nell’Oceano Antartico.
In un report pubblicato su Nature Geoscience, i ricercatori del British Antarctic Survey e di un istituto australiano, il Commonwealth Scientific and Industrial Research Organization (Csiro), rivelano che il carbonio non viene assorbito uniformemente dalla superficie, ma viene incanalato e trattenuto nei fondali da correnti che scorrono verso le profondità sottomarine.

Gli oceani assorbono circa il 25% dell’anidride carbonica di origine antropica emessa annualmente. Il contributo dell’Oceano Antartico è determinante: più del 40% dell’anidride carbonica stoccata nei fondali marini passa a sud del 40° parallelo, nell’emisfero australe. I risultati della ricerca dimostrano che il fenomeno è dovuto a fattori fisici: venti, correnti e gli enormi vortici che trasportano acqua calda e fredda attraverso l’oceano, conosciuti come eddies, creano veri e propri “imbuti” in cui viene canalizzata l’anidride carbonica.

A causa delle dimensioni e della relativa inaccessibilità dell’area, gli scienziati hanno potuto esplorare i processi profondi dell’Oceano Antartico solo in anni recenti, con l’ausilio di sonde robotiche chiamate galleggianti Argo. Nel 2002, 80 galleggianti sono stati disposti nell’Oceano Antartico per raccogliere dati su temperatura e salinità. Il gruppo di ricerca ha anche analizzato le informazioni raccolte con spedizioni sul posto. Lo strumento usato per le osservazioni è il CTD profiler (CDT sta per Conductivity-Temperature-Depth), un aggregato di sensori che viene immerso a più di 7 kilometri di profondità. 

Come spiega Jean-Baptiste Sallée, a capo della ricerca, “l’Oceano Antartico è una grande finestra che collega l’atmosfera con le profondità sottomarine. Ora che abbiamo fatto passi avanti nella comprensione dei meccanismi di sequestro e stoccaggio possiamo interpretare meglio i rapporti causa-effetto tra la capacità degli oceani di assorbire CO2 e i cambiamenti climatici”.

Autori: 
Sezioni: 
Dossier: 
Indice: 
Antartico

prossimo articolo

Eclissi: perché solo la Terra può vedere il Sole sparire

eclissi solare

Il 12 agosto un’eclissi parziale di Sole offrirà uno spettacolo eccezionale, soprattutto nel Nord Italia, dove il disco solare sarà oscurato per oltre il 90%. Dietro questo evento si nasconde una straordinaria coincidenza cosmica: Sole e Luna appaiono grandi allo stesso modo nel nostro cielo, una condizione unica nel Sistema solare. Patrizia Caraveo spiega come nascono le eclissi, perché sono così rare da un luogo preciso della Terra e perché continuano ad affascinare gli astronomi - oltre a milioni di appassionati.

In attesa dell’eclissi del 12 agosto che, poco prima del tramonto, oscurerà parzialmente il Sole con una preferenza per le regioni del nord Italia (che potranno godere di oltre il 90% di copertura del disco solare), forse è il caso di spolverare i ricordi di astronomia per apprezzare come l’eclisse ci renda unici nel sistema solare.