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Cercasi antidoto disperatamente

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Pensando ad attacchi terroristici più che a incidenti alle centrali nucleari, il governo degli Stati Uniti negli ultimi anni ha stanziato più di 500 milioni di dollari per finanziare la ricerca sulla prevenzione e la cura della sindrome acuta da radiazioni, contro cui, allo stato attuale dell'arte, non esistono cure efficaci. Diverse aziende di biotecnologie, secondo un articolo appena pubblicato sul sito di Nature hanno allo studio vari approcci, a base di sostanze che aumentino la sopravvivenza delle cellule colpite, per esempio inibendone l'apoptosi, oppure trattamenti cellulari che cercano di sostituire quelle danneggiate iniettandone di nuove. Oltre ai ricchi finanziamenti per la ricerca, queste possibili terapie usufruiscono di scorciatoie nelle procedure di approvazione, indispensabili per motivi etici: la loro sicurezza infatti può, ed è stata studiata sugli esseri umani, ma la loro efficacia non si può verificare perché una sindrome acuta da radiazioni ovviamente non si può indurre sperimentalmente nei volontari.

Nuclear leak reinforces need for drugs to combat radiation. Nature blog, marzo 2011.

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Anche se meno bellicosi degli attuali, i precedenti non sono stati anni di pace. E in quella semibolgia continua mi sono capitati e ho recensito libri d’ogni genere, quasi tutti buoni. Quello di oggi però l’ho tenuto sempre vicino al tavolo, semisommerso da altri libri, come un memento etico. Presto me ne sarei occupato, dicevo a me stesso. E così, con colpevole ritardo, eccomi.