fbpx Un buco nero fuori misura | Scienza in rete

Un buco nero fuori misura

Primary tabs

Read time: 2 mins

Lo studio dei moti stellari nella piccola galassia NGC 1277 ha permesso di scoprire che nel centro di quel sistema stellare è ospitato un buco nero esageratamente massiccio, troppo grande - secondo le correnti teorie evolutive - per una galassia così piccola.

La ricerca, pubblicata su Nature nei giorni scorsi, è opera di Remco van den Bosch (Max Planck Institute for Astronomy) e collaboratori che, grazie a immagini raccolte dal telescopio Hobby-Eberly e a immagini d'archivio del telescopio spaziale Hubble, hanno ricostruito il moto stellare della galassia NGC 1277, una galassia grande solamente un decimo della Via Lattea che si trova a 220 milioni di anni luce di distanza in direzione della costellazione del Perseo. L'analisi, accompagnata da simulazioni numeriche, ha permesso di concludere che il buco nero ospitato al centro di quella galassia ha una massa di 17 miliardi di masse solari.

Un semplice confronto con i dati del buco nero della Via Lattea - circa 4 milioni di masse solari - mette immediatamente in luce le smisurate dimensioni di quel buco nero. Se i valori proposti dai ricercatori venissero confermati, il buco nero di NGC 1277 potrebbe essere il più grande buco nero mai scoperto finora. Dato che per l'attuale detentore del record (il buco nero in NGC 4889) la massa è stata stimata tra i 6 e i 37 miliardi di masse solari, nella peggiore delle ipotesi per quello di NGC 1277 ci sarebbe comunque la seconda piazza.

La scoperta, però, solleva un problema molto più serio. Solitamente, buchi neri così massicci si formano in galassie decisamente più grandi e in media il buco nero centrale ha una massa pari a circa lo 0,1% della massa dell'intera galassia che lo ospita. Nel caso di NGG 1277, però, il buco nero è circa il 10% della massa della galassia: un valore talmente elevato che potrebbe mettere in discussione le attuali teorie che descrivono l'evoluzione delle galassie. Si tratta ora di vedere se siamo dinanzi a una eccezione oppure no. La scoperta che altre cinque piccole galassie probabilmente sono nelle identiche condizioni di NGC 1277 sta già mettendo in allerta gli astrofisici.

Max Planck Institute - McDonald Observatory

Autori: 
Sezioni: 
Astrofisica

prossimo articolo

Obesità, oltre il farmaco: la sfida tra cure, equità e stigma

farmaci usati nel trattamento dell obesita

Le nuove linee guida dell’OMS segnano una svolta nel trattamento dell’obesità, introducendo i farmaci GLP-1 come opzione terapeutica per gli adulti. Ma la loro diffusione solleva interrogativi su accesso, sostenibilità e appropriatezza clinica. L’obesità resta una malattia complessa, che richiede approcci integrati e personalizzati. Tra innovazione farmacologica, disuguaglianze e stigma persistente, la sfida è costruire percorsi di cura realmente centrati sulla persona.

Nel febbraio 2026, il Journal of Medical Association (JAMA) ha pubblicato le linee guida per il trattamento dell’obesità, elaborate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità a fine 2025. La terapia che l’OMS raccomanda per gli adulti - donne in gravidanza escluse - si basa sui farmaci GLP-1 agonisti, come la semaglutide o la liraglutide.