E’ comandata dal pensiero e si chiama LifeHand la protesi presentata a Roma qualche giorno fa nel corso di una conferenza stampa. La mano bionica provata per un mese su Pierpaolo Petruzziello, ventisettenne italo-brasiliano, amputato in seguito a un incidente automobilistico, è infatti collegata a distanza alle terminazioni nervose del moncone rimasto. Nel corso dell’esperimento il giovane, grazie a quattro elettrodi impiantati nei nervi mediano e ulnare, riusciva non solo a muovere, ma anche ad avvertire le sensazioni relative a stimolazioni suscitate nella protesi, per esempio con aghi, sebbene questa fosse staccata da lui. I ricercatori della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dell’Università Campus Biomedico di Roma coordinati da Paolo Maria Rossini hanno ottenuto questo risultato anche grazie a un finanziamento di due milioni di euro dell’Unione Europea, che sosterrà anche la fase successiva del progetto: garantire che l’impianto degli elettrodi possa essere mantenuto più a lungo, la protesi si possa collegare e scollegare dal moncone e il dispositivo che trasmette i segnali sia reso un po’ meno ingombrante.
Braccio bionico telecomandato
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Misurare l’energia della biodiversità per la salute degli ecosistemi

Una nuova ricerca rivela che il flusso di energia che attraversa le reti alimentari africane si è ridotto di quasi due terzi dall’epoca preindustriale. Capire come l’energia scorre negli ecosistemi permette di leggere in anticipo segnali di degrado e orientare strategie di conservazione più efficaci.
Biodiversità significa non solo ricchezza e abbondanza delle forme di vita in un luogo, ma anche delle relazioni che esse intessono tra loro. La vita chiama vita, una specie crea i presupposti per l’esistenza di altre, la rete di connessioni e interazioni dà forma e funzione agli ecosistemi. Misurare le relazioni consente dunque di valutare lo “stato di salute” delle comunità biologiche e fornire una diagnosi precoce dei problemi ambientali, che possono insorgere ben prima che una specie si estingua. È però un compito tutt’altro che semplice.