fbpx Autismo: diagnosi dalla voce? | Page 26 | Scienza in rete

Autismo: diagnosi dalla voce?

Primary tabs

Read time: 1 min

L'analisi dei vagiti di un bambino potrebbe essere uno degli strumenti utili alla diagnosi dell'autismo. Lo studio, opera del professor Stephen Warren della Università del Kansas (Stati Uniti), è stato pubblicato dalla prestigiosa rivista Pnas.

Diagnosticare l'autismo è un processo molto difficile. Attualmente ciò viene fatto attraverso test cognitivi che comportano molto spesso una diagnosi tardiva che va a incidere sulle possibili cure da fornire al bambino. Una diagnosi precoce è dunque uno dei punti chiave per il decorso che avrà la malattia.

Lo studio ha preso in esame 232 bambini di età compresa tra i 10 mesi ai 4 anni, registrando e monitornado le loro impressioni vocali per 1.500 volte. Attraverso un sistema informatico si è valutata la capacità di emettere sillabe con movimenti rapidi della mascella e della lingua, segni spesso associati all'autismo. Il sistema sembra avere una alta percentuale di successo.

PNAS July 19, 2010, doi:10.1073/pnas.1003882107

Autori: 
Sezioni: 
Free tag: 
Medicina

prossimo articolo

Via libera agli specchi spaziali: chi difenderà il cielo notturno?

cielo notturno

La Federal Communications Commission ha autorizzato il lancio di Eärendil-1, il satellite dimostrativo con cui la start-up californiana Reflect Orbital testerà uno specchio orbitale capace di riflettere la luce del Sole sulla Terra dopo il tramonto. L'azienda punta a una futura costellazione di decine di migliaia di satelliti per illuminare impianti solari, cantieri ed emergenze. Ma astronomi, ambientalisti e ricercatori avvertono: l'inquinamento luminoso e gli effetti sull'ambiente potrebbero riguardare l'intero pianeta, in un vuoto normativo internazionale.

Entro la fine dell’anno la start-up californiana Reflect Orbital vuole mettere in orbita un satellite sperimentale che dispiegherà un sottilissimo foglio di mylar riflettente, quattro petali triangolari a formare un quadrato di 18 metri di lato, per riflettere la luce solare verso la Terra dopo il tramonto. Si tratta di un prototipo che verrà utilizzato per condurre dei test necessari per validare la tecnologia di illuminazione diretta precisamente verso la posizione di chi la richiede, evitando di disturbare chi non la vuole.