fbpx Ammassi alieni | Page 30 | Scienza in rete

Ammassi alieni

Primary tabs

Read time: 2 mins

Tra i variegati raggruppamenti stellari che popolano una galassia, un ruolo davvero particolare lo rivestono gli ammassi globulari, sferici affollamenti di centinaia di migliaia di stelle - talvolta anche milioni - tra le più vecchie che si conoscano. Nella Via Lattea se ne contano circa 150, ma in un recente studio si sostiene che almeno un quarto di essi si sono formati da qualche altra parte.

La ricerca, coordinata da Duncan Forbes (Swinburne University of Technology - Australia) e di prossima pubblicazione su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, si fonda su accurate osservazioni degli ammassi globulari della Galassia compiute con il telescopio spaziale Hubble. I dati raccolti hanno permesso al team di Forbes di stilare un catalogo contenente l'età e le proprietà chimiche di ciascun ammasso, un database che ha portato i ricercatori a scoprire che un ammasso su quattro si era formato altrove e solo successivamente era stato inglobato dalla Via Lattea.

E' risaputo che, nel corso della sua evoluzione, la Via Lattea ha fagocitato alcune galassie nane con i loro ammassi globulari, ma le proporzioni del fenomeno indicate da Forbes sono davvero sorprendenti. Finora, infatti, gli astronomi sono stati in grado di confermare l'esistenza di un paio di queste galassie nane, ma la nuova ricerca indica che ce ne potrebbero essere almeno altre sei ancora da individuare.

Royal Astronomical Society
Elenco ammassi globulari (SEDS)

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Cosa sappiamo sul crollo del Ponte Morandi, dopo la sentenza di I grado

Si è concluso ieri il processo di primo grado per accertare le responsabilità per il crollo del viadotto Polcevera il 14 agosto 2018. I giudici hanno condannato i vertici di Autostrade per l’Italia, società che gestiva l’opera, e della sua controllata incaricata della manutenzione, oltre che un funzionario del Ministero dei Trasporti. La condanna sembra quindi confermare la tesi dell’accusa secondo cui a causare il disastro fu la mancata manutenzione dell’opera e in particolare dei cavi in calcestruzzo armato che ancoravano il ponte al pilone numero 9. Le armature in acciaio di quei cavi erano gravemente corrose, come già nel 1992 era stato constatato decidendo di intervenire sul pilone numero 11. Una nuova indagine del 2015 confermava lo stato di degrado. Un progetto di risanamento dell’intero ponte era stato concluso nel 2017 e approvato nel 2018, pochi mesi prima del crollo. Nell'immagine di copertina il Ponte Morandi dopo il crollo. Fonte: Alessio Sbarbaro/Wikipedia (CC BY-SA 4.0).

 

Giovedì 16 luglio, la procura di Genova ha pubblicato la sentenza del processo di primo grado per il crollo del viadotto Polcevera, anche noto come “Ponte Morandi”, un ponte strallato in calcestruzzo armato precompresso inaugurato nel 1967, lungo 1182 metri, che collegava Genova a Savona scavalcano il torrente Polcevera e alcuni quartieri di Genova situati nella valle.