fbpx Alberi e clima in Africa | Scienza in rete

Alberi e clima in Africa

Primary tabs

Read time: 2 mins

La prima accurata ricostruzione dell'andamento climatico in Africa settentrionale suggerisce che tra il XIII e il XVI secolo vi furono frequenti periodi di estrema siccità, proprio come nell'ultima parte del secolo scorso.

Alla ricostruzione si è giunti grazie a un programma internazionale di ricerca basato sullo studio degli anelli annuali di accrescimento degli alberi (dendrocronologia). Lo studio, coordinato da Ramzi Touchan (University of Arizona) e pubblicato online su Climate Dynamics, ha potuto contare su dati che hanno garantito una copertura temporale davvero notevole e ha interessato quasi ottocento alberi, almeno una ventina per ciascuno di 39 differenti siti in Marocco, Algeria e Tunisia. Il più antico campione di anelli di accrescimento studiato dal team di Touchan proviene dal Marocco e risale addirittura all'anno 883.

Ricostruendo il susseguirsi dei periodi di siccità, i ricercatori hanno scoperto che lo schema delle siccità regionali che hanno contrassegnato i secoli medievali sembri riemergere al termine del XX secolo. Analizzando poi i differenti periodi di siccità impressi indelebilmente negli anelli annuali e incrociandoli con le analisi climatiche, hanno inoltre potuto stabilire che le siccità in Tunisia e Algeria non sono governate dallo stesso tipo di condizioni oceaniche e atmosferiche responsabili delle siccità in Marocco.

Il prossimo obiettivo di Touchan e collaboratori è quello di estendere ancora più a ritroso nel tempo la loro cronologia, provando a colmare la lacuna con il materiale archeologico.

University of Arizona

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Luoghi: 
Indice: 
Ambiente

prossimo articolo

Fine vita: fare leggi è meglio che costruire macchine

palazzo borbone in francia

Quando il parlamento non legifera su questioni etiche controverse, il conflitto si sposta nei tribunali e nei laboratori. Lo dimostra il paradosso del dispositivo costruito dal CNR (e negato) per consentire il suicidio assistito, mentre la Francia risolve liberando finalmente una legge sul suicidio assistito.

In copertina: Palazzo Borbone, sede dell'Assemblea nazionale francese. Crediti: Mtzb/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY 3.0
 

Ci sono voluti due anni, di sofferenze fisiche e psicologiche, una questione di legittimità costituzionale, un'ordinanza della Consulta, un mandato del Tribunale di Firenze e un prototipo costruito dal Consiglio Nazionale delle Ricerche perché una donna di cinquantacinque anni, paralizzata dal collo in giù da una sclerosi multipla, potesse esercitare un diritto che la Corte costituzionale le aveva riconosciuto nel 2019. Libera, il nome di fantasia che si era scelta, è morta a casa sua il 25 marzo, attivando con lo sguardo una pompa infusionale.