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AIFA: tanto danno per nulla

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Nello Martini è innocente perché «il fatto non costituisce reato». Sono quindi prive di fondamento le imputazioni di disastro colposo che nel maggio del 2008 costarono il posto all’ex direttore dell’Agenzia italiana per il farmaco, l’AIFA. L’accusa si riferiva al ritardato aggiornamento dei foglietti illustrativi di una ventina di specialità medicinali (su oltre 13.000), peraltro in commercio in tutti i paesi europei da 20 anni. La notizia fece allora molto scalpore: da un lato parte della stampa che ipotizzava scenari di scandalo e corruzione, dall’altro il mondo scientifico che anche dalle pagine del British Medical Journal e di Nature difendeva Martini e l’operato dell’agenzia. Era infatti davanti agli occhi di tutti il successo del progetto innovativo dell’AIFA, che per la prima volta in Italia cercava di contenere i costi pubblici per i farmaci con criteri basati sull’appropriatezza invece che su tagli indiscriminati e che aveva favorito la ricerca no profit con i bandi per la ricerca indipendente. Per cercare di rimediare al danno compiuto, molti, come il senatore Ignazio Marino, chiedono ora la reintegrazione di Martini.

 

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Farmaci

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Il progetto  Onfoods in prehistory ha voluto comprendere e ricostruire l’eredità di una agricoltura sostenibile nata nella preistoria, migliaia di anni, fa e in grado oggi di rappresentare un modello di riferimento. E lo ha fatto con particolare attenzione alla condivisione di questi valori con un pubblico più ampio possibile, sottolineando quanto si può imparare dalla ricerca archeologica e dalle comunità dell’età del Bronzo in termini di alimentazione sostenibile. Ce ne parla il gruppo di ricerca che ha portato avanti il progetto.

Nell'immagine: attività di archeologia sperimentale dimostrativa con cottura di una zuppa di lenticchie e una di roveja, con ceramiche riprodotte sperimentalmente sulla base dei reperti ceramici del villaggio dell’età del Bronzo di Via Ordiere a Solarolo (RA).

Pluridecennali ricerche sul campo, condotte da Maurizio Cattani, docente di Preistoria e Protostoria dell’Università di Bologna, e dal suo team, hanno permesso di riconoscere nell’Età del Bronzo il momento in cui si è definito un profondo legame tra la conoscenza del territorio e la sostenibilità della gestione delle sue risorse. Questa caratteristica ha infatti consentito alle comunità dell’epoca di prosperare, dando vita a villaggi sempre più stabili e duraturi nel corso del tempo.