fbpx AIFA: tanto danno per nulla | Scienza in rete

AIFA: tanto danno per nulla

Read time: 1 min

Nello Martini è innocente perché «il fatto non costituisce reato». Sono quindi prive di fondamento le imputazioni di disastro colposo che nel maggio del 2008 costarono il posto all’ex direttore dell’Agenzia italiana per il farmaco, l’AIFA. L’accusa si riferiva al ritardato aggiornamento dei foglietti illustrativi di una ventina di specialità medicinali (su oltre 13.000), peraltro in commercio in tutti i paesi europei da 20 anni. La notizia fece allora molto scalpore: da un lato parte della stampa che ipotizzava scenari di scandalo e corruzione, dall’altro il mondo scientifico che anche dalle pagine del British Medical Journal e di Nature difendeva Martini e l’operato dell’agenzia. Era infatti davanti agli occhi di tutti il successo del progetto innovativo dell’AIFA, che per la prima volta in Italia cercava di contenere i costi pubblici per i farmaci con criteri basati sull’appropriatezza invece che su tagli indiscriminati e che aveva favorito la ricerca no profit con i bandi per la ricerca indipendente. Per cercare di rimediare al danno compiuto, molti, come il senatore Ignazio Marino, chiedono ora la reintegrazione di Martini.

 

Autori: 
Sezioni: 
Farmaci

prossimo articolo

(Ri)guardare ER nel 2026

screenshot dalla sigla di ER Medici in prima linea

Rimesso a disposizione su Netflix, "ER – Medici in prima linea" resta un caposaldo dei medical drama. Rivederla a oltre trent’anni dal debutto non significa solo ritrovare casi clinici e personaggi, ma misurare quanto siano cambiati la medicina e il lavoro sanitario non meno delle rappresentazioni sociali della malattia. E forse anche accorgersi che, più delle pratiche e della realtà, a evolversi rapidamente sono stati i modi di raccontarle.

Nell'immagine di copertina: screenshot dalla sigla di ER - Medici in prima linea

Netflix ha messo a disposizione sulla sua piattaforma la serie ER – Medici in prima linea. Per chi l’aveva appassionatamente seguita ai tempi, odi et amo: da una parte ci toccano 15 anni di puntate da rivedere, dall’altra è l’occasione di immergersi in una serie nota, amata e che ha letteralmente fatto la storia di enorme successo dei medical drama. E, in questo modo, anche di farsi due conti su come è cambiata non solo la medicina sensu strictu, ma anche i suoi rapporti con la società e il modo di raccontarla.