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Ai Lincei gli studenti più bravi di Italia

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Le giovani promesse dell'Italia, novanta studenti, i più bravi del nostro Paese, tra i quali prevalgono le cinquanta ragazze contro i quaranta ragazzi, saranno a Roma, invitati dall’Accademia dei Lincei e dalla Scuola Normale Superiore di Pisa dal 7 al 12 luglio. Parteciperanno ad un ciclo di incontri con esponenti della cultura, della finanza, dell’industria, della Pubblica Amministrazione, dell’Università, della scienza, per confrontarsi nella scelta della facoltà universitaria e quindi della loro professione futura. Tra gli interlocutori degli studenti, in questa settimana di colloqui, come un in vero campus, figurano: il Direttore Generale della Banca d’Italia Salvatore Rossi; l’editore Alessandro Lateza; il Filosofo Michele Ciliberto; il Biochimico Pietro Petrini; il Fisico-Matematico Mirko Degli Esposti; il Direttore Generale di Confindustria Marcella Panucci; lo storico dell’Arte Clemente Marconi, e molti altri Docenti Universitari.

Nel corso degli incontri, nella prestigiosa sede Accademica di Palazzo Corsini, i ragazzi seguiranno lezioni, conferenze, seminari che li aiuteranno a capire e approfondire, in funzione delle singole aspirazioni, i percorsi professionali che si aprono con le varie discipline umanistiche e scientifiche.

Questi ragazzi e ragazze tra i diciassette e i diciotto anni, nati dal 1996 al 1997, sono stati segnalati dai presidi delle superiori (licei, istituti commerciali, istituti tecnici, ecc...) che hanno individuato oltre 2500 studenti tra quelli del penultimo anno con la media dei voti più alta e tra questi è stata fatta la selezione finale. I prescelti sono stati divisi in gruppi e invitati a seguire gli incontri di orientamento universitario.

Ufficio Stampa Lincei

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TEA, biologico, naturale: le ambiguità del dibattito

immagine di laboratorio contrapposta a immagine di campo coltivato

L’idea che “naturale” significhi automaticamente migliore, più sano o più etico domina ancora il dibattito pubblico sull’agricoltura. Ma le Tecnologie di Evoluzione Assistita (TEA) mettono in crisi questa narrazione: non imitano la natura, la rendono più controllabile. A partire dal libro "La speranza verde” di Vittoria Brambilla e Fabio Fornara, Gilberto Corbellini smonta i miti sul biologico, analizza le critiche alle biotecnologie agrarie e mostra come, tra marketing, ideologia e paura degli OGM, la discussione scientifica risulti spesso sostituita da slogan emotivi.

Una delle affermazioni che, in prima battuta, stupisce studenti e studentesse è che l'evento più innaturale nella storia della nostra specie è stato l'invenzione dell'agricoltura. Per cui parlare di agricoltura o alimenti “naturali” non ha senso. E il termine “biologico”, usato per l'agricoltura, non ha una base scientifica; indica solo l'adesione a un insieme di pratiche più o meno definite su base normativa. Nel senso letterale del termine, qualunque agricoltura e qualunque cibo sono biologici.