fbpx Accademia Galileiana: Ilaria Capua nuovo socio | Page 7 | Scienza in rete

Accademia Galileiana: Ilaria Capua nuovo socio

Primary tabs

Read time: 1 min

 

Comunicato stampa


Ilaria Capua, padovana d’adozione (opera nella città dal 1998), Direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche Comparate presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, di Legnaro (Padova) fino alla sua elezione alla Camera dei Deputati nel febbraio 2013 (attualmente ricopre l’incarico di vicepresidente della Commissione Istruzione di Montecitorio), entra a far parte da oggi della prestigiosa Accademia Galileiana di Padova.

In occasione della Adunanza Inaugurale del 416esimo Anno Accademico, ad Ilaria Capua viene consegnato il diploma di nuovo socio corrispondente, un riconoscimento assegnato dal Consiglio Accademico alla virologa che si è particolarmente distinta per le sue attività in campo scientifico.
“Sono riconoscente – ha commentato Ilaria Capua - alla comunità scientifica dell'Accademia, e alla città, per avermi accolto in questa antica e prestigiosissima accademia che porta il nome del padre della scienza moderna”.

Ufficio Stampa Accademia Galileiana

Sezioni: 

prossimo articolo

Carcere: come la crisi climatica aggrava la pena delle persone detenute

sbarre con sfumature arancione e azzurra

Per chi vive in carcere, la crisi climatica non è solo una condizione ambientale ma una pena aggiuntiva. Celle gelide d’inverno e soffocanti d’estate espongono le persone detenute a rischi fisici e psichici che la crisi climatica sta aggravando. In Italia, tra edifici obsoleti, sovraffollamento e assenza di monitoraggi sistematici, il microclima penitenziario resta un’emergenza invisibile, ai margini delle politiche di adattamento e del dibattito pubblico sui diritti e sulla salute.

Per vent’anni Michael Saavedra ha vissuto in isolamento, trasferito da un carcere all’altro. La sua storia è stata raccontata qualche anno fa su Al Jazeera dal giornalista Brian Osgood. Nel carcere statale di Pelican Bay il freddo era così penetrante che Saavedra partecipò a uno sciopero della fame per ottenere giacche e berretti. Anni dopo, nella prigione di Corcoran, il problema era l’opposto: il caldo diventò così estremo da fargli perdere conoscenza.