Triwù - la web tv per l'innovazione

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Triwù. La web tv per l'innovazione
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“Non potrebbe essere una buona idea costruire un luogo, virtuale, dove far incontrare chi produce idee innovative?” E’ questo quello che si sono chiesti gli ideatori di Triwù – la web tv per la tribù dell’innovazione.
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“Non potrebbe essere una buona idea costruire un luogo, virtuale, dove far incontrare chi produce idee innovative?”

E’ questo quello che si sono chiesti gli ideatori di Triwù – la web tv per la tribù dell’innovazione, una nuova piattaforma telematica nata con l’idea di offrire a chi produce innovazione in Italia uno spazio per comunicare e far comunicare il proprio lavoro o i progetti che non trovano occasioni di promozione. I settori che si intrecciano ai processi di innovazione, infatti, possono essere diversi (la ricerca scientifica, il mondo delle imprese, la comunicazione), ma spesso tutte queste ‘identità’ fanno fatica a trovare una sintesi a cui guardare per capire in che direzione si sta muovendo l’innovazione. 
L’Italia è un caso emblematico, in questo senso, essendo un Paese storicamente e culturalmente caratterizzato da una varietà di tradizioni e dalla tendenza di non progettare con una visione comune. Triwù ha quindi la vocazione e l’ambizione di fare qualcosa di inedito finora, costruendo un riferimento indispensabile per quelle idee potenzialmente rivoluzionarie, che potrebbero rappresentare una svolta anche per la crisi economica di cui soffre gran parte del mondo produttivo e della ricerca.

Il sito è innanzitutto un archivio di video e audio interviste con i protagonisti dell’innovazione in italia, realizzate in diversi contesti – appuntamenti e incontri come ‘Fa la cosa Giusta’, ‘Smau’. Le 16 categorie scelte, inerenti scienza e tecnologia, passano dalle biotecnologie ai beni culturali, dalla robotica al design e alle scienze della terra e dell’ambiente. Nanotecnologie e Smart City – temi chiave per il futuro dell’innovazione, non solo italiana – sono due topic a cui Triwù ha dedicato un spazio privilegiato.

Triwumagazine è la sezione dedicata all’informazione sull’innovazione scientifica, tecnologica, sociale e culturale, con notizie, eventi, approfondimenti dal mondo delle start up, della ricerca, delle aziende e della pubblica amministrazione. Le rubriche ‘Triwuzzatevi’ e ‘Cerco, dico, offro’, rappresentano lo spazio più personale e personalizzabile della tribù degli innovatori. In questi spazi, infatti, è possibile creare un profilo personale, inviare contenuti informativi multimedialie postare annunci o richieste da diffondere.

Il team redazionale di Triwù comprende competenze e professionalità diverse: la comunicazione e informazione scientifica e televisiva è affidata a Federico Pedrocchi, Chiara Albicocco, Roberto Agliotti di Moebius – Radio24 e a Barbara Gallavotti; la ricerca e comunicazione in ambito sociale ad Attilia Cozzaglio e Andrea Biffi; il trasferimento tecnologico a Riccardo Pietrabissa e Franco Fattorini.

La comunità di Triwù aderisce, inoltre, al Manifesto per la Cultura promosso dal Sole24Ore a fine gennaio (che vede anche il Gruppo2003 per la ricerca tra i firmatari), trasmettendo in streaming gli incontri organizzati nell’ambito del progetto “Stati generali della cultura”.

Triwù - il sito

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Una forma di bias negazionista sembra difendere la psicanalisi contro l’ipotesi che si tratti di una pseudoscienza. In quest'articolo, Gilberto Corbellini entra nel merito della questione, compiendo una disamina della letteratura in merito: la psicoanalisi, conclude, è fondata su una teoria della mente che non ha un senso biologico, è generica e non è confutabile. E dunque, al di là del giudizio morale e dei risvolti bioetici, rientra tra le pseudoscienze.
Crediti immagine: venetapublicidad/Pixabay. licenza: Pixabay License

La questione se la psicoanalisi sia una scienza o una pseudoscienza, affrontata in una recente intervista, continua a far sobbalzare sulle loro sedie, oltre che gli psicoanalisti che hanno un interesse anche economico nella faccenda, persone che sarebbero del tutto disposte ad ammettere che l’agopuntura o l’omeopatia sono pseudoscienze.