Le pagnotte

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MateFitnessDue compagni viaggiano insieme. Il primo ha 5 pagnotte e il secondo ne ha 7.
Incontrano un terzo viaggiatore che, affamato, li invita a spartire le loro pagnotte con lui.
I tre mangiano insieme, spartendo equamente le pagnotte, e alla fine del pasto il terzo lascia agli altri 12 monete.

Come dovranno spartirle i due compagni?

I fiori di Arianna


Il primo che pubblica nel commento la soluzione corretta e una breve
spiegazione verrà premiato con un INGRESSO GRATUITO* a:

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I commenti e il nome del vincitore verranno pubblicati tra 14 giorni quando
sotto l'indovinello successivo comparirà
la soluzione di questo indovinello.

*Ogni utente potrà ricevere al massimo 2 ingressi gratuiti

SOLUZIONE DE "I fiori di Arianna

Il primo giorno Arianna taglia tanti fiori quanti sono i suoi anni.
Il secondo giorno taglia un numero di fiori uguale al doppio della sua età, e così via fino al quinto giorno, che taglia un numero di fiori pari a 16 volte la sua età, e questo numero è pari all'età di sua nonna, che ha esattamente 60 anni più di lei.
L'età della nonna di Arianna è quindi un multiplo di 16, pari all'età di Arianna più sessant'anni.
L'unico multiplo di sedici opportuno è 16x4=64.
Arianna ha dunque 4 anni, e sua nonna 64.
Durante questi cinque giorni, Arianna ha tagliato in tutto un numero di fiori pari a 1+2+4+8+16=31 volte la sua età, ovvero 31x4=124.

             COMPLIMENTI A corvus PER AVER DATO PER PRIMO LA RISPOSTA CORRETTA! 

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La sinfonia n° 13 di Šostakovič

L'annientamento della popolazione ebraica sul posto, al di fuori dei campi di sterminio, che i nazisti perpetrarono nella loro avanzata verso est dal mar Baltico al mar Nero, copre numericamente quasi la metà della Shoah. Babij Jar è un burrone non lontano da Kiev che, quando i tedeschi occuparono la città ucraina nel settembre del 1941, divenne la tomba della popolazione ebraica residente. E di intellettuali, partigiani ucraini, soldati prigionieri, addirittura calciatori della Dinamo che non si erano voluti far battere dalla squadra delle Forze Armate tedesche, ladri comuni, decine di migliaia di rom. A questo luogo, o meglio a ciò che rappresenta, Evgenij A. Evtušenko dedicò un poema, i cui versi sono stati immortalati dalla loro inclusione nella sinfonia n° 13 di Dmitrij D. Šostakovič. Poiché la sua intenzione era di rendere omaggio alle vittime innocenti non solo del nazismo, ma anche dello stalinismo, Šostakovič chiese poi a Evtušenko altri testi da introdurre nella sinfonia, che furono poi modificati su pressione di Nikita Chruščëv: “Vorrei scrivere una sinfonia per ciascuna delle vittime, ma è impossibile ed è per questo che dedico a tutte loro la mia musica”.
L'articolo di Simonetta Pagliani in occasione del Giorno della Memoria.
Crediti immagine: armenanno/Pixabay. Licenza: Pixabay License

La prima pattuglia russa giunse in vista del campo verso il mezzogiorno del 27 gennaio 1945. Fummo Charles ed io i primi a scorgerla: stavamo trasportando alla fossa comune il corpo di Sómogyi, il primo dei morti fra i nostri compagni di camera. Rovesciammo la barella sulla neve corrotta, ché la fossa era ormai piena, ed altra sepoltura non si dava: Charles si tolse il berretto, a salutare i vivi e i morti. Erano quattro giovani soldati a cavallo, che procedevano guardinghi, coi mitragliatori imbracciati, lungo la strada che limitava il campo.