L'accampamento romano

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MateFitness
Pino ha appena scoperto le tracce di un antico accampamento romano a pianta quadrata: riconosce sul terreno 6 sentieri paralleli tra loro, e altri 6 a loro volta paralleli che incrociano i primi sei perpendicolarmente.
Pino si trova proprio su uno dei vertici del quadrato, quello in altro a sinistra, e si pone il seguente problema: percorrendo i sentieri senza tornare indietro - ovvero camminando solo in un verso in verticale (verso il basso) e in orizzontale (verso destra).

In quanti modi posso arrivare all'incrocio che è 3 quadrati in diagonale da dove mi trovo, indicato con una X nell'immagine?

Lupi

 


Il primo che pubblica nel commento la soluzione corretta e una breve
spiegazione verrà premiato con un INGRESSO GRATUITO a:

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I commenti e il nome del vincitore verranno pubblicati tra 14 giorni quando
sotto l'indovinello successivo comparirà
la soluzione di questo indovinello.

SOLUZIONE DE "IL TARLO

Il tarlo mangia 8000 fogli (16000 facciate).
Sullo scaffale di una libreria la prima pagina del primo volume è all'interno (ovviamente i volumi sono disposti da sinistra a destra); lo stesso dicasi per l'ultima pagina dell'ultimo volume. Quindi il tarlo mangia solo la copertina (che non contiamo) del primo volume, tutti i fogli dei volumi dal 2 al 9, e solo la copertina posteriore del volume 10 (che non contiamo).
Quindi 8x1000=8000 fogli.

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Dal computer (anzi, supercomputer) alle cellule viventi: il lavoro pubblicato questa settimana su PNAS descrive la creazione di un nuovo sistema di vita, un robot nato dal riassembramento di alcune cellule staminali di X. laevis e basato sui modelli proposti da un supercomputer. Questi nuovi robot, chiamati xenobot, sono quindi cellule epiteliali e cardiache artficialmente "montate" dai ricercatori per poter svolgere alcune azioni, come muoversi o spostare piccoli oggetti. Oltre a fornire un'importante possibilità di studio sulla base di forma e funzione degli organismi viventi, è possibile pensare per gli xenobot una vasta gamma di applicazioni.
Nll'immagine: la manipolazione dei ricercatori sulle cellule. Crediti: Douglas Blackiston, Tufts University

«Non sono robot tradizionali e neppure una specie nota di animali. Sono una nuova classe di artefatti: organismi viventi e programmabili». Così Joshua Bongard, informatico ed esperto di robotica dell'Università del Vermont, descrive quanto lui e i suoi colleghi hanno realizzato: sono gli xenobot, cellule staminali provenienti da embrioni di Xenopus laevis e assemblate, su istruzioni di un supercomputer, in una forma di vita completamente nuova.