fbpx Issues Brief - Sustanaible Cities | Scienza in rete

Issues Brief - Sustanaible Cities

Primary tabs

Read time: 2 mins

Il documento Rio2012 Issues Brief 5  affronta il tema della sostenibilità nelle città, considerando sia i problemi ancora irrisolti della gestione del tessuto urbano, sia introducendo nuove prospettive e soluzioni innovative relative all’habitat a alla condivisione degli spazi comuni. Per introdurre un dibattito internazionale sulle nuove necessità, vengono individuate nuove strategie di implementazione degli impegni governativi già in vigore e il possibile percorso per obiettivi futuri.
Tra gli interventi e risoluzioni con scadenza di tempo vengono ad esempio ricordati, dal 1992:

  • Agenda 21 (1992)  
  • Istanbul Declaration (1996) and Habitat Agenda
  • Millennium Development Goals (MDGs) (2000)  
  • Johannesburg Plan of Implementation (JPOI) (2002)
  • MDG Summit outcome document (2010)
  • Plan of Action on Cities, Subnational Governments and Other Local Authorities for Biodiversity (2011‐2020)
  • Hyogo Framework for Action 2005‐2015: International Strategy for Disaster Reduction, Building the Resilience of Nations and Communities to Disasters

I temi trattati negli appuntamenti citati in questo documento hanno già registrato diversi successi. Molti di questi  fanno però parte di processi sì avviati, ma ancora in fase di crescita e perfezionamento. Se, infatti, l’introduzione di norme relative alla distribuzione dell’energia elettrica, all’efficienza energetica negli edifici, gestione dei rifiuti e trasporti, ad esempio, hanno interessato un numero sempre crescente di realtà urbane, è necessario ripensare in maniera più sistematica le politiche che riguardano politiche urbane sui temi della sovrappopolazione, della gestione delle periferie, dell’accesso ai servizi igienico sanitari.

Partendo dall’esempio di città che recentemente hanno testato progetti di ristrutturazione urbana, nuove idee arrivano da:

  • Colombia e Guatemala on Sustainable Development Goals (SDGs): promuovere un sviluppo di condizioni di vita sostenibile migliorando l’alimentazione, i servizi e l’habitat; migliorare le condizioni ambientali dal punto di vista dell’inquinamento acustico, dell’espansione e consumo di suolo. Più nello specifico, il contributo di SDGs individua target come, ad esempio, l’introduzione di finanziamenti sufficienti per migliorare le capacità tecnologiche legate al riuso e al riciclo dei rifiuti.
  • Conferenza DPI/NGO, Bonn 2011: fissata la data del 2030 per perfezionare – tra gli altri -  i programmi di trasporto e sanità pubblica; ripensare le abitazioni con gli standard green, attraverso la minimizzazione dei consumi energetici o la progettazione di ‘tetti verdi’.

Infine, tra i possibili approcci pratici per il raggiungimento di questi obiettivi viene individuata la strada della circoscrizione ‘territoriale’ per specifiche problematiche, piuttosto che inserire in progetti più vasti i singoli provvedimenti.

Articoli correlati

Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Clima, ambiente e conflitti: implicazioni etiche per la medicina e la garanzia della cura

Disegno ad acquarello del mondo con accanto uno stetoscopio

Cambiamento climatico, degrado ambientale e aumento delle disuguaglianze sono minacce per la salute pubblica in Europa. In parallelo, il deterioramento del contesto geopolitico e l’aumento della spesa militare rischiano di sottrarre risorse alla prevenzione sanitaria, alla mitigazione climatica e al rafforzamento dei sistemi sanitari. I dati epidemiologici indicano che i rischi ambientali sono responsabili in Europa di più di 200.000 morti premature ogni anno, mentre i rischi climatici aumentano in frequenza e intensità. Allo stesso tempo, i conflitti armati e la crescente militarizzazione delle politiche di sicurezza sollevano interrogativi sulle priorità di investimento pubblico. Come possiamo integrare la salute umana nelle strategie di sicurezza europea? Una proposta è adottare un paradigma di sicurezza fondato su salute umana, stabilità degli ecosistemi e cooperazione internazionale. Integrare la salute nelle politiche energetiche, industriali e di sicurezza, insieme alla promozione della sostenibilità dei sistemi sanitari, può contribuire a costruire un modello di governance europea più resiliente ed equo. In questo contesto, la professione medica è chiamata a svolgere un ruolo etico e civico nel promuovere politiche orientate alla tutela e al diritto alla salute e alla garanzia della cura.

Immagine di copertina generata con ChatGPT
 

Negli ultimi decenni, il concetto di sicurezza ha subito una profonda trasformazione. Tradizionalmente associata alla difesa militare degli Stati e alla protezione dei confini nazionali, oggi la sicurezza include dimensioni economiche, energetiche, ambientali e sanitarie.