fbpx Un viaggio tra i ghiacci e nel tempo | Scienza in rete

Un viaggio tra i ghiacci e nel tempo

Read time: 2 mins

CLAST (CLimate in Antarctica for Sediments and Tectonics) è una app didattica che consente di approfondire le proprie conoscenze sull'Antartide attraverso nozioni di geologia e scienze della terra.
CAST consente inoltre di fare un viaggio nel tempo alla scoperta delle caratteristiche e dell'evoluzione della calotta glaciale antartica durante gli ultimi 150 mila anni. L'app infatti mette a disposizione una rappresentazione dei risultati del progetto scientifico internazionale ANDRILL.

[video: http://vimeo.com/40571970]

ANDRILL (ANtarctic geological DRILLing) è un progetto di ricerca internazionale e multidisciplinare che si prefigge di studiare il ruolo che l'Antartide ha avuto sul clima del nostro pianeta e sui suoi cambiamenti durante l'era Cenozoica (ultimi 65 milioni di anni).
Il progetto scientifico paleoclimatico ha studiato la composizione di carote di roccia lunghe oltre 1.000 m prelevate dal fondale marino. Le perforazioni profonde di sedimenti sono state effettuate nell'area di McMurdo.
I risultati ottenuti da queste perforazioni consentono di avere con estremo dettaglio nuove informazioni sulla storia evolutiva della calotta polare antartica e del clima durante gli ultimi 20 milioni di anni.
ANDRILL vede protagonisti vari centri di ricerca Italiani (CNR, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l'Università di Siena), università e centri di ricerca Americani, Neo Zelandesi e Tedeschi.

[video:http://youtu.be/j7Q0uDsZtS0]

[video:http://youtu.be/Xl75ChKPlj8]

[video:http://vimeo.com/18659358]

CLAST è stata realizzata grazie al lavoro di un gruppo di ricercatori del progetto ANDRILL e al supporto del Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (PNRA), dell'Università degli Studi di Padova e dell'Università degli Studi di Siena, della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, del Museo Nazionale dell'Antartide e del Museo delle Scienze di Trento.

Poiché lo scopo di CAST è proprio quello di essere utilizzata a fini didattici, sul sito sono disponibili molti materiali per insegnanti e studenti utili al fine di comprendere tutte le funzioni dell'app e i principali metodi usati dai ricercatori per ricostruire la storia climatica dell'Antartide.

Animazioni:
Avanzamento e regressione della piattaforma di ghiaccio
Dimensioni del continente antartico
Ghiacciai (con scheda di lavoro)
Cambiamenti climatici e oceani

Attività didattiche pronte da svolgere in classe:
Libro completo con 15 attività didattiche
Attività didattica completa sull'animazione didattica delle piattaforme di ghiaccio
Ruolo delle regioni polari e il bilancio radiattivo

Approfondimenti:
Materiali bibliografici e altri progetti e risorse per la scuola

Corsi per insegnanti, progetti e associazioni:
SPES Scuola Polare Estiva per Insegnanti
APECS Italy
ANDRILL Propgetto Smilla
Educapoles

Anteprime dell'app:

clast

clast

clast

clast


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

I negazionisti climatici cambiano tattica, ma sono sempre loro

Il negazionismo climatico ha una nuova faccia: quella che costruisce sfiducia nella scienza e nelle tecnologie rinnovabili – in massima parte già mature per fare la transizione energetica – e che minimizza gli impatti del riscaldamento globale. Serve prendere le misure.

Immagine realizzata con l’AI Runway

Ormai non si può più dire (e credere) che il riscaldamento globale non esiste o che non è causato dall’uomo. Le evidenze sono schiaccianti da decenni e purtroppo, come previsto, stiamo già iniziando a osservarne gli impatti sul nostro benessere, molto mal distribuiti geograficamente e socialmente.