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Sfogliare PubMed con un dito

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PubMed è un database bibliografico che contiene una vastissima raccolta di informazioni sulla letteratura scientifica biomedica dal 1949 a oggi. 
PubMed è prodotto dal National Center for Biotechnology Information (NCBI) presso la National Library of Medicine (NLM) dei National Institutes of Health (NIH) degli Stati Uniti. 
A oggi, 31 dicembre, PubMed contiene oltre 21,4 milioni di riferimenti bibliografici derivati da circa 5.300 periodici biomedici e consente l’accesso al MEDLINE (Medical Literature Analysis and Retrieval System), l'archivio bibliografico online del sistema MEDLARS. Sono circa 13 milioni gli abstract disponibili e 3,5 milioni gli articoli in free full test (testo integrale).

PubMed On Tap è una utile app che consente di effettuare ricerche bibliografiche sul proprio dispositivo (iPhone, iPod o iPad).
E' possibile salvare gli articoli trovati e creare una propria libreria. I riferimenti bibliografici possono essere inoltre nviati via email.
Nella versione lite alcune funzioni sono disabilitate, come per esempio l'utile ricerca avanzata.
Rispetto alla versione a pagamento inoltre bisogna la sopportare la presenza di banner pubblicitari.

Per informazioni è possibile contattare gli sviluppatori utilizzando il seguente indirizzo email: [email protected]

Anche per sitemi operativi android sono disponibili svariate app per consultare PubMed.

Anteprime dell'app:

pubmed 1 pubmed 4 pubmed 3 pubmed 2 


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Interno di un'aula scolastica con banco e lavagna

Finita la scuola, si smette di parlare del problema, che però permane, pronto a ripresentarsi l’anno successivo. Bisognerebbe partire da una mappatura termica degli edifici, introdurre protocolli comuni e realizzare interventi su schermature, climatizzazione e fotovoltaico. Le coperture possono arrivare dalle aste CO₂, dal Conto Termico e dai fondi europei. Foto di Slow Death su Pixabay.

Aule delle scuole che superano i 35 gradi, studenti affaticati, docenti costretti a lavorare con le finestre spalancate, dirigenti svenuti durante la maturità e piccoli ventilatori portati da casa. Esami affrontati in edifici che assorbono calore durante tutta la giornata e continuano a restituirlo anche quando fuori la temperatura comincia a diminuire.

Ogni estate assistiamo alle stesse immagini; poi termina la scuola, il problema scompare dal dibattito pubblico e tutto viene rinviato all’anno successivo.