Ecco perché dico no ai caccia F-35

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Perchè dire no agli F-35? Scienzainrete ha già dedicato attenzione alla questione dei caccia F-35 Joint Strike Fighter, anche sostenendo e diffondendo la mozione del Senatore Umberto Veronesi sulla assurdità e la incostituzionalità della scelta del nostro Paese di dotarsi di questi caccia. Ecco alcune informazioni aggiuntive, di carattere preminentemente tecnico, che potrebbero contribuire a rendere ancora più evidente la giustezza di quella mozione e delle tante analoghe iniziative e prese di posizione.

L’F-35 è un unico “aereo base”, concepito e sviluppato per soddisfare le diverse esigenze di attacco dell’aviazione, della marina e del corpo dei Marines degli Stati Uniti, con varianti diverse a seconda del suo possibile uso, del tipo di piattaforma di decollo e di teatro di operazioni.

Nato allo scopo di sostituire i caccia tattici come gli AV-8 Harrier, l' F-16 Falcon, gli F-117, gli A-10 e gli F-18 ed integrarne, ottimizzandole, le migliori prestazioni, il programma F-35 è diventato rapidamente un progetto internazionale. Ad oggi partecipano al progetto, a diversi livelli, la Gran Bretagna (livello 1: voce in capitolo nelle scelte di sviluppo e commerciali, a fronte di un impegno economico pari a oltre 2 miliardi di dollari, corrispondente a circa il 10 % dei costi di sviluppo inizialmente previsti), l’Italia (con il coinvolgimento, fra le altre ditte, di Alenia aeronautica, Avio, Piaggio, Aerea, Datamat, Galileo Avionica, Gemelli, OtoMelara, eccetera (per saperne di più si veda: Aziende italiane coinvolte nel progetto JSF_F-35) e l’Olanda (livello 2: significativa partecipazione allo sviluppo, a fronte di un impegno economico pari a circa 1 miliardo di dollari, circa il 5% del costo di sviluppo previsto), il Canada, la Turchia, l’Australia, la Norvegia e la Danimarca (livello 3: modesta partecipazione al programma di sviluppo) e, come “Security Cooperative Partecipants”, Israele e Singapore.

Molto schematicamente, il Lockeed Martin F-35 Lightning II Joint Strike Fighter, orgogliosamente – e fondatamente - definito come un modernissimo sistema d’arma straordinariamente affidabile e letale, unisce le caratteristiche stealth dell’F-117 Nighthawk (la tecnologia stealth rende l’aereo difficilmente intercettabile dai radar e dagli altri sistemi di localizzazione tramite sofisticate combinazioni di geometrie costruttive, rivestimenti con particolari vernici, utilizzo di motori più silenziosi e che producono meno calore refrigerando il flusso d'aria in uscita) alle prestazioni supersoniche dell'F-16 Falcon e la versatilità e la flessibilità dell’F-18 Hornet e dell’AV-8B Harrier. L'avionica dell'F-35, estremamente avanzata e innovativa, utilizza l'applicazione del concetto di Sensor Fusion: una serie di telecamere poste in vari punti dell'aereo consente al pilota di vedere in ogni direzione, come se la fusoliera non esistesse. Le immagini delle telecamere sono come fuse assieme a quelle fornite dagli altri sensori (come il radar, i sensori infrarossi, i sistemi di supporto elettronico, eccetera)fornendo al pilota una informazione dettagliata e completa sull'ambiente esterno.

Le caratteristiche dell’F-35 come velivolo di attacco sono ben illustrate anche dal nostro Ministero della Difesa:

«il Joint Strike Fighter (JSF) è un velivolo multi-ruolo con uno spiccato orientamento per l’attacco aria-suolo, Stealth, cioè a bassa osservabilità radar e quindi ad elevata sopravvivenza, in grado di utilizzare un’ampia gamma di armamento e capace di operare da piste semi-preparate o deteriorate, pensato e progettato per quei contesti operativi che caratterizzano le moderne operazioni militari di quest’era successiva alla Guerra Fredda. Nello specifico, il JSF può soddisfare un ampio spettro di missioni, a conferma della notevole versatilità della macchina, assolvendo compiti di operazioni di proiezione in profondità del “potere aereo”, di soppressione dei sistemi d’arma missilistici avversari e di concorso al conseguimento della superiorità aerea.»

Non solo il Ministero non sembra trovare inconciliabili dette caratteristiche con il dettato dell’Articolo 11 della Costituzione della Repubblica Italiana («L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali»), ma arriva a sostenere, sempre sullo stesso sito, che i sofisticatissimi sensori dei quali è dotato l’F-35 permetteranno, «in maniera assolutamente innovativa e a fronte della propria eccellenza sensoriale, di poter concorrere anche a missioni di supporto alla Protezione Civile e ad altri Enti e Agenzie di natura civile». Molto banalmente: contribuiamo a costruire ed acquistiamo un centinaio di strumenti di morte e di attacco e abbiamo la spudoratezza di dare importanza a loro possibili ricadute di utilità civile?

E’ questo il contributo che il nostro Paese intende dare al lungo, difficile, ma possibile processo di eliminazione delle armi nucleari ed è questa la scelta che permette promuovere a livello internazionale ordinamenti che assicurino la pace e la giustizia fra le Nazioni? E’ investendo qualcosa come 16 miliardi di euro per l’acquisto di 131 F-35 e tagliando indiscriminatamente le risorse a cultura, ricerca, scuola, università che il nostro Paese pensa di costruire futuro per i proprio cittadini?

Ancora e sempre vale, tragicamente, il discorso alla Società Americana Editori del Presidente degli Stati Uniti, Dwight D. Eisenhower, dell’Aprile 1953:

«Ogni ordigno prodotto, ogni nave da guerra varata, ogni missile lanciato significa, infine, un furto ai danni di coloro che sono affamati e non sono nutriti, di coloro che sono nudi e hanno freddo. Questo mondo in armi non sta solo spendendo denaro. Sta spendendo il sudore dei suoi operai, il genio dei suoi scienziati, le speranze dei suoi giovani. [...] Questo non è un modo di vivere che abbia un qualsiasi senso. Dietro le nubi di guerra c'è l'umanità appesa a una croce di ferro». 

Le idee e le opinioni riportate in questo articolo sono personali dell'autore e non rappresentano le posizioni delle Istituzioni.

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Crediti: Etereuti/Pixabay. Licenza: Pixabay License

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