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L'Appello dei 57: salviamo la scienza di base

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Nei giorni scorsi un gruppo di scienziati si e' fatto promotore di un appello per il sostegno della ricerca, che è possibile leggere e sottoscrivere on-line all’indirizzo www.ricercadibase.it .

L’appello si riferisce in particolare alle discipline scientifiche di base (Biologia, Chimica, Fisica, Geologia, Informatica, Matematica), ma le considerazioni che vi si svolgono valgono probabilmente anche per tutte le discipline più esposte alla circolazione di idee e di risultati in ambito internazionale, con la competizione che ne consegue. L’appello pone l’accento sull’insufficiente e comunque incerto livello dei finanziamenti, sulle procedure adottate per la loro assegnazione, sul turn-over e sui criteri adottati per le assunzioni, problemi che costituiscono il vissuto quotidiano di chi fa ricerca, e formula alcune proposte.

In questo contesto generale la Scuola Normale costituisce un piccolo ma significativo osservatorio, sul quale è utile riflettere. La Scuola, così come le altre Scuole Superiori, vive da almeno un decennio una situazione paradossale: seleziona su tutto il territorio nazionale (e non) i migliori studenti nelle rispettive discipline, impartisce corsi aggiuntivi e li introduce precocemente al mondo delle ricerca, anche con soggiorni all’estero, sin dalla laurea magistrale e specialistica. Poi, la gran parte di questi studenti decide di proseguire i propri studi all’estero. Questo nonostante il fatto che sovente si sia già stabilito un ottimo rapporto con il relatore di tesi, la quale ha frequentemente generato una o più pubblicazioni. Non sorprendentemente questa elite di studenti è fortemente appetita e trova senza problemi collocazione  spesso definitiva in USA, Francia, Germania, Svizzera e, più recentemente, Spagna. Come si osserva ancora nell’appello, questo fenomeno produce un danno grave e progressivo per la ricerca italiana, sia per la mancanza di un adeguato ricambio generazionale, che per la creazione di network di ricerca oggettivamente concorrenti all’estero.

E' una miscela di fattori a determinare le ragioni della scelta di questi studenti. Il fattore principale sta comunque nell'incertezza generale sul futuro e sulle “regole del gioco” di chi cerca di inserirsi nel mondo della ricerca nel nostro paese. L'appello suggerisce alcune misure per tentare di ristabilire un clima di fiducia fra i nostri giovani. Condizione necessaria è di ristabilire certezze sul livello e la durata dei finanziamenti alla ricerca di base in tutto il paese. Il quadro non è totalmente negativo. Il nostro sistema universitario è ancora ricco di forti gruppi di ricerca ben inseriti nel contesto internazionale, come provato proprio dalla appetibilità  all'estero degli studenti che formiamo. Ma questa situazione di stallo – per giunta non compensata da un ragionevole flusso di giovani stranieri verso l’Italia – non potrà durare a lungo. Senza urgenti e adeguati interventi i danni potrebbero presto diventare irreversibili.

ritratto di Riccardo Barbieri Riccardo Barbieri
Fisica, Scuola Normale di Pisa

 


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