Atollo di Bikini, la cicatrice della bomba atomica

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Il 1 marzo 1954 gli Stati Uniti fecero esplodere una bomba a idrogeno sopra l'atollo di Bikini, isole Marshall, nel pacifico occidentale. Nessun civile fu avvertito. Che conseguenze ha avuto questo drammatico episodio sul rapporto tra scienza e società?
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Marzo 1954, Isole Marshall, Oceano Pacifico, Yoshio Misaki su una tonnara giapponese assiste a uno strano spettacolo: un sole che sorge a ovest. Ma non si tratta di un sole ma della luce prodotta dall’esplosione nucleare di un test americano effettuato in prossimità dell’atollo Bikini a 85 miglia a ovest della tonnara. La nube radioattiva raggiunge la tonnara e il vicino atollo di Rongelap. E nessun civile è stato avvertito. Che conseguenze avrà questo drammatico episodio sul rapporto tra scienza e società?

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La Terra dopo di noi, il libro di Telmo Pievani

Pietro Greco recensisce “La Terra dopo di noi”, il libro nel quale Telmo Pievani e il fotografo Frans Lanting ci propongono d'immaginare un pianeta senza traccia umana. Un libro per riflettere sulla crisi ambientale e su quella sociale. Perché, come spiega Pievani, la scomparsa improvvisa della nostra specie non è uno scenario plausibile nel breve e medio termine: noi sulla Terra ci resteremo. Il problema è come.
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Dobbiamo dotarci, noi membri della specie Homo sapiens, di umiltà evoluzionistica. E inaugurare la stagione di un nuovo ambientalismo, scientifico e umanistico. Per fare tutto ciò, Telmo Pievani, filosofo della biologia in forze all’Università di Padova, nel suo nuovo libro realizzato insieme al fotografo Frans Lanting, ci propone un esercizio che non è, sia ben chiaro, un augurio: immaginare una Terra senza di noi. Un pianeta senza i sedicenti sapiens.