Gottfried Schatz

Gottfried Schatz (1936, Austria - 2015 Svizzera), è stato un biochimico. Ha svolto un ruolo di primo piano nel chiarimento della biogenesi dei mitocondri ed è stato co-scopritore del DNA mitocondriale.

Dopo aver ottenuto il dottorato in chimica e biochimica presso l'Università di Graz (Austria), ha lavorato presso l'Università di Vienna e presso "L'Istituto per la sanità pubblica" della città di New York. Nel 1968, è diventato professore alla Cornell University di Ithaca, New York. Sei anni più tardi, è tornato in Europa per partecipare alla nuova creazione delBiocenter presso l'Università di Basilea, che ha presieduto dal 1983 al 1985. Dal 1984 al 1989 è stato Segretario Generale della European Molecular Biology Organization (EMBO). Dopo il suo ritiro nel 2000, ha presieduto il Swiss Science and Technology Council (SSTC)fino al 2003. E' autore di oltre 200 pubblicazioni professionali, nonché di due libri di saggi sulle implicazioni più ampie della scienza. La sua autobiografia scientifica Viaggi Interplanetari è stata pubblicata nel 2000.

(Tratto dalla voce Gottfried Schatz pubblicata in Wikipedia)

 

Nicht der «Bruder des Todes», sondern ein Helfer des Lebens

«Die Wachen haben eine gemeinsame Welt; im Schlafe wendet sich jeder seiner eigenen zu», befand der griechische Philosoph Heraklit von Ephesos, für den Schlaf eine Zwischenstufe zwischen Wachen und Tod war. Schlaf ist eine der wichtigsten Verhaltensformen von Mensch und Tier, doch wir wissen noch immer nicht, warum wir schlafen. Selbst zweieinhalb Jahrtausende nach Heraklit bleibt Schlaf eines der grossen ungelösten Rätsel der Biologie.

La grande domanda: c'è vita là fuori?

Tutto in noi cambierebbe profondamente se scoprissimo che c’è vita anche su altri corpi celesti. Ma come arrivare alla scoperta? E come capire di che tipo di vita si tratta? Ed infine, come potremmo essere sicuri che si tratta proprio di vita? Non sono problemi (e domande) nuovi: già gli antichi parlavano dei “molti mondi” dell’universo, e nel decimo secolo una favola giapponese, La storia del tagliatore di bamboo, raccontava di come la Principessa degli uomini della Luna avesse visitato la Terra. Ma, quando agli inizi del Seicento il cannocchiale svelò la sterminata grandezza dell’Universo, la ricerca della vita al di fuori della Terra sembrò un’impresa senza speranza.

I batteri e i confini dell'Io

Quando crescevo dentro mia madre, il mio Io era chiaramente definito: tutte le cellule del mio corpo avevano lo stesso patrimonio genetico. Ma non appena ho lasciato il protettivo grembo materno, i batteri hanno iniziato a colonizzarmi: in poche settimane hanno invaso la superficie della mia pelle, la mucosa del mio naso, quella della mia bocca, quella del mio tratto digerente. Oggi, io sono formato da circa 10.000 miliardi di cellule umane, e da un numero da 10 a 20 volte maggiore di cellule batteriche. Questi batteri sono parte di me o sono solo parassiti? Dove termina il mio Io?

2009, anno di Darwin o di Lamarck?

Già mezzo secolo fa il biologo americano Tracy Morton Sonneborn (1905-1981) osservò che il protozoo Paramecium aurelia può trasmettere alla progenie cicatrici superficiali acquisite. Nei processi di riproduzione sessuata, durante la coniugazione due cellule di Paramecium si appaiano formando un ponte citoplasmatico attraverso il quale avviene lo scambio di materiale genetico.

Can our children inherit traits which we acquire during our

Already half a century ago, the American biologist Tracy Morton Sonneborn (1905 - 1981) observed that the single-cell animal Paramecium aurelia can transmit acquired surface scars to its offspring. During sexual reproduction, two Paramecium partners line up side by side and form a tunnel between them through which they exchange their DNA. When they separate again, each partner regains its normal surface. But sometimes this separation is faulty and one partner retains a snippet of the other's surface.