Marinella Petrocchi

È ricercatrice in ingegneria dell'informazione presso il gruppo Secure and Trustworthy Future Internet dell'IIT-CNR, a Pisa. Da anni collabora anche con la Scuola Alti Studi IMT Lucca, come guest scholar dell'Unità di Ricerca SySMA. I suoi interessi di ricerca includono la valutazione automatica di qualità e affidabilità delle informazioni online e la modellazione comportamentale degli utenti nei social network. Attualmente è coinvolta nel progetto TOFFEe (TOols for Fighting FakEs), finanziato da IMT nell'ambito del programma "Integrated Activity Projects" e partecipa a NECS, il Network Europeo per la Cyber Security. Negli anni passati, è stata responsabile del progetto My Information Bubble, per indagare se e come gli utenti online siano intrappolati in bolle informative dai motori di ricerca e dai social network; è stata la coordinatrice del progetto regionale MyChoice, sulla rilevazione di false review. Ha partecipato a diversi progetti europei, tutti incentrati sulla sicurezza ICT (come Bionets, NeSSos, Consequence e Coco Cloud). Serve e ha servito nei comitati di organizzazione e di programma di conferenze e riviste internazionali. Homepage: http://www.iit.cnr.it/en/marinella.petrocchi

L'uso dei bot nel dibattito sui migranti

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I social media sono oggi il canale privilegiato per la diffusione di informazioni e gli account automatizzati, noti anche come social bot, o semplicemente bot, contribuiscono sempre di più a questo processo. Utilizzando Twitter come punto di riferimento, abbiamo analizzato il traffico scambiato, nell'arco di un mese di osservazione, sul tema del flusso migratorio dal Nord Africa all'Italia. L’analisi evidenzia come proprio i bot giochino un ruolo importante nello scambio di contenuti significativi: nodi cosiddetti hub (cioè in prima approssimazione gli account con più connessioni uscenti) hanno tra i loro follower un alto numero di bot. Inoltre, è emerso che alcuni degli hub, ai quali può essere assegnata la stessa tendenza politica, condividono diversi bot come follower: gli hub e le loro squadre di bot si uniscono per aumentare la visibilità e l’impatto dei loro messaggi