Carlo Cacciamani

Nato ad Ancona nel 1958, Carlo Cacciamani ha conseguito con lode la laurea in Fisica all´Università di Bologna ed è specializzato nelle previsioni meteorologiche a breve e media scadenza e climatologia a mesoscala. Da oltre dieci anni è responsabile dell´Area Previsioni meteo del Servizio Idrometeoclima di Arpa, per il quale lavora fin dal 1985, quando l´ente era parte dell´Ersa (Ente regionale di sviluppo agricolo della Regione Emilia-Romagna). È stato responsabile per conto dell´Agenzia di molti progetti promossi dall’Unione Europea sul Clima nell’ambito del quinto e sesto programma quadro (Accord, Stardex, Ensemble) e ha partecipato a progetti internazionali per lo studio della siccità in area mediterranea (progetti Interreg Sedemed e Sedemed2). Dal 2005 al 2008 è stato responsabile del Centro funzionale della Regione a supporto della Protezione civile. Dal luglio 2008 è Direttore del Servizio Idro-Meteo-Clima di Arpa.
Ha insegnato all´Università di Bologna (Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali), nell´ambito del Master di Meteorologia applicata, dove è stato docente del corso Previsioni del tempo e Nowcasting. Ha presentato, in occasione di convegni, seminari e workshop, le attività svolte nel campo dei cambiamenti climatici e delle previsioni meteo a scala locale. In particolare l’attività è stata rivolta alla ricerca applicata in diversi settori di attività della climatologia e della meteorologia .
E’ co-autore di più di 90 pubblicazioni e report interni ad ARPA-SIMC, atti di partecipazioni a congressi e articoli di tipo divulgativo nel campo della previsione meteorologica ad area locale, della climatologia e dei cambiamenti climatici.

Il rischio, probabilmente...

Solo dal 2009 ad oggi si contano in Italia più di 10 eventi critici, con un bilancio di oltre 70 morti e danni alle infrastrutture dell’ordine delle centinaia di milioni di euro. Dal futuro, per effetto degli impatti del cambiamento climatico, ci si dovrà aspettare probabilmente un aumento della frequenza e dell’intensità di questi eventi che non sarà neanche più scontato definire “estremi”, se per estremo s’intende “fuori dalla norma”.