Tommaso Bruni

Bergamo, 23/02/1983 Consegue la Laurea Magistrale in Scienze Filosofiche nel 2008 presso l'Università degli Studi di Milano. Attualmente è studente del corso di dottorato in “Foundations of Life Sciences And Their Ethical Consequences” (FOLSATEC) diretto da Giovanni Boniolo presso la Scuola Europea di Medicina Molecolare (SEMM) e l'Università degli Studi di Milano. Interessi: etica, storia dell'etica, bioetica, neuroscienze.

Il cervello alle urne

In un recente studio pubblicato su Current Biology R. Kanai e i suoi collaboratori dello University College London hanno trovato correlazioni fra la quantità di materia grigia presente in alcune aree dell'encefalo e l’orientamento politico dei soggetti sperimentali. Quest’orientamento è misurato con una scala a cinque valori che va da “estremamente liberale” a “estremamente conservatore”. I soggetti si limitano ad autovalutarsi, collocandosi liberamente su uno dei punti della scala.

I neuroni decidono per noi?

Lo studioso israeliano Itzhak Fried ha pubblicato su un recente numero di Neuron una ricerca che promette di riaprire le polemiche sul rapporto fra le neuroscienze e il concetto di libero arbitrio. Fried è andato in sala operatoria mentre erano eseguite operazioni a cranio aperto su una dozzina di pazienti coscienti, affetti da forme intrattabili di epilessia. Ha potuto misurare l'attività di singoli neuroni mentre i pazienti replicavano l'esperimento che rese celebre il neuroscienziato statunitense Benjamin Libet negli anni Ottanta.

Cervello profondo

La Deep Brain Stimulation è una tecnica che consente di inserire bilateralmente e a tempo indeterminato alcuni elettrodi nel cervello umano, in modo da stimolarne alcuni specifici nuclei. Gli elettrodi sono alimentati da una batteria che viene impiantata sotto cute.

Xenotrapianti, una speranza e molti dubbi

La medicina dei trapianti sta estendendo col tempo il suo campo d'azione, cosicché molte patologie diventano affrontabili attraverso il ricorso al cosiddetto allotrapianto, cioè il trasferimento di cellule vive, tessuti o organi da un essere umano a un altro. Ciò fa aumentare la domanda di tessuti e organi umani da parte dei pazienti. L'aumento della domanda non è tuttavia compensato da un adeguato aumento nell'offerta di tessuti e organi, provenienti da pazienti in morte cerebrale.