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Partecipare a un esperimento di neuroscienza giocando

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The Great Brain Experiment è una app realizzata dal Wellcome Trust Centre for Neuroimaging dell'University College di Londra per effettuare un esperimento su larga scala.

The Great Brain Experiment

Grazie al crowdsourcing l'app ha infatti lo scopo di raccogliere informazioni sul modo di agire e reagire a diversi stimoli di un gran numero di utenti. The Great Brain Experiment ha l'ambizione di diventare un gigantesco esperimento scientifico.

I giochi proposti sono: "Quanto riesco a ricordare?", "Sono impulsivo?", "Quanto riesco a vedere?" e "Che cosa mi rende felice?". I 4 giochi testano memoria, impulsività, capacità di fare scelte appropriate e di vedere senza distrarsi. Divertente e interessante osservare, alla fine di ogni prova, il confronto tra le proprie prestazioni e quelle degli altri utenti.


L'app al momento è solo in inglese, è gratuita ed è stata sviluppata per celebrare il Brain Awareness Week 2013 (dall'11 al 17 marzo) grazie al sostegno del Wellcome Trust.
The Great Brain Experiment
è disponibile sia per sistemi operativi iOs sia per sistemi operativi Android.

Anteprime dell'app:

The Great Brain Experiment The Great Brain ExperimentThe Great Brain Experiment The Great Brain Experiment


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Anche i terremoti piccoli sono importanti

strada con grossa crepa dovuta a terremoto in california

In alcune sequenze sismiche si osserva una correlazione tra le magnitudo di scosse successive, facendo sperare di poter migliorare i modelli per la previsione probabilistica dei terremoti. Tuttavia, secondo un gruppo di ricercatori dell’Università di Napoli Federico II, quando i dati indicano la presenza di una correlazione è solo perché le scosse più piccole sfuggono alle registrazioni.

Nell’immagine una strada di Fort Irwin, California, il 5 luglio 2019, dopo che tre scosse di magnitudo tra 6,4, 5,4 e 7,1 partirono dalla città di Ridgecrest, cento chilometri più a nord. Credit: Janell Ford/DVIDS.

I sismologi si chiedono da sempre se un terremoto grande preannunci l’arrivo di un terremoto ugualmente grande o più grande. Si interrogano cioè sull’esistenza di una correlazione tra la magnitudo delle scosse registrate durante una sequenza sismica. Secondo un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II, se questa correlazione c’è è dovuta solo al fatto che non sappiamo rilevare tutti i terremoti piccoli durante le sequenze. Tenendo conto dei terremoti mancanti, la correlazione scompare, e con lei la possibilità di trovare eventi precursori di grandi terremoti.