fbpx I nuovi presidenti degli Enti Pubblici di Ricerca | Scienza in rete

I nuovi presidenti degli Enti Pubblici di Ricerca

Primary tabs

Tempo di lettura: 2 mins

Mariastella Gelmini ha nominato i nuovi presidenti di una serie di Enti Pubblici di Ricerca che ricadono sotto la tutela del MIUR. Purtroppo non sono stati riconfermati scienziati di straordinario valore, come Luciano Maiani, presidente uscente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), o Tommaso Maccacaro, presidente uscente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).

Ma nel complesso i nuovi nominati rappresentano una buona scelta: sia perché sono state rispettate le indicazioni della comunità scientifica, sia perché i nuovi presidenti sono persone di provato valore. Si tratta, in particolare, di Francesco Profumo, rettore del Politecnico di Torino e nuovo presidente del CNR; di Giovanni (Nanni) Bignami, membro di svariate e prestigiose Accademie e nuovo presidente dell’INAF; di Domenico Giardini, docente al Politecnico di Zurigo e nuovo presidente dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia); e di Enrico Alleva, dirigente di ricerca dell’istituto Superiore di sanità e nuovo presidente della Stazione Zoologica “Anton Dohrn” di Napoli.   

È insolito che un Ministro del MIUR proceda nella nomina dei vertici degli Enti pubblici con scelte che premiano chiaramente il merito invece che l’appartenenza politica. Era successo nella precedente tornata con Fabio Mussi, e anche Mariastella Gelmini – contraddicendo scelte di segno opposto operate in passato – questa volta lo ha fatto.

C'è ora il timore che i nuovi presidenti possano essere chiamati molto presto a gestire tagli pesantissimi. Ci si augura, per il bene del paese prima ancora che della ricerca italiana, che quei tagli non ci siano. Ma, nella sciagurata evenienza che dovessero esserci, è sempre meglio che a gestirli siano uomini di assoluto e riconosciuto valore. 

Biografia e articoli scritti per Scienza in rete di Giovanni Bignami, nuovo presidente INAF

Articoli correlati

Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

La ricerca e l'innovazione dell'IA in mano a oligopoli privati: l’allarme e le soluzioni

L`intelligenza artificiale va regolamentata prima che si affermino forme di oligopolio, o persino di monopolio, capaci controllare l`accesso alle informazioni e la produzione di nuove conoscenze: per questo serve un grande centro di ricerca pubblico che oggi può essere realizzato solo in Europa. Lo afferma il premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi in occasione del convegno ⁠ "Ricerca e democrazia nell`epoca delle Big Tech" ⁠ organizzato dal Gruppo 2003 per la ricerca scientifica il 14 maggio presso la sede del CNR a Roma, in collaborazione con Scienza in rete. Il dossier presentato dall'associazione sostiene con dati i rischi posti da un predominio economico schiacciante esercitato da poche aziende che valgono quanto il PIL degli USA, e che stanno condizionando profondamente anche l'ecosistema della ricerca scientifica, sempre meno aperto e controllato dalla comunità di riferimento. Nell'immagine Giorgio Parisi, foto di Luca Carra.

Sei aziende (NVIDIA, Alphabet, Apple, Microsoft, Amazon e Meta) valgono oggi circa 22.000 miliardi di dollari, tre quarti del PIL degli Stati Uniti. Nel solo 2026 spenderanno in infrastrutture digitali tra 660 e 725 miliardi di dollari, circa tre volte e mezzo il bilancio federale americano per tutta la ricerca civile.