Muoviamoci: è tempo di sconfiggere l'obesità

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L’obesità è considerata dall’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) una epidemia: il rapporto dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) 2011 stima che 1 persona su 2 sia attualmente da considerarsi obesa. Il costo medio di una persona obesa sul servizio sanitario nazionale è circa del 25% maggiore rispetto a una persona normopeso e complessivamente ciò equivale a una spesa pubblica pari al 1-3 % della spesa sanitaria nazionale. Non è solo un problema della collettività ma dell’individuo: le persone obese guadagnano fino al 18% in meno rispetto a un individuo dal peso normale; sommando la spesa dell’assistenza sanitaria e la produttività persa per motivi di salute il costo complessivo di questa nuova epidemia supera l’1% del PIL in USA.

Dati preoccupanti

Il tasso di obesità va dal 3,8% dei cittadini coreani al 33,8 % degli statunitensi; per gli italiani le stime indicano un moderato 10,3%. Tuttavia il dato sui bambini in età tra i 5 e i 17 anni è allarmante: il 30.9 % in Italia risulta obesa; siamo il terzo paese dell’OCSE dopo Grecia (37%) e USA (35.9%). L’OMS da anni si batte affinché i governi attuino strategie di sensibilizzazione verso una alimentazione sana e uno stile di vita attivo; solo in Italia una maggiore attenzione eviterebbe circa 75000 morti all’anno per malattie croniche.

Il Ministero della Salute italiano ha inserito già nel 2002 la lotta all’obesità tra le priorità del piano sanitario nazionale attivando una serie di iniziative rivolte soprattutto ai bambini: è stata istituita una commissione ministeriale per l’implementazione di programmi di educazione alimentare, la realizzazione di campagne di comunicazione e la creazione di momenti formativi e informativi all’interno della scuole.

Come "guadagnare salute"

Inoltre, all’interno della strategia europea promossa dell’OMS per la prevenzione e il controllo delle malattie croniche Gaining in Health, il Consiglio dei Ministri, in accordo con Regioni e Province autonome, nel maggio 2007 ha approvato la costituzione del programma nazionale Guadagnare salute. Rendere facili le scelte salutari. Guadagnar salute ha come obiettivo quello di sviluppare iniziative concrete per migliorare il benessere degli individui e delle società, promuovendo stili di via sani e agendo sui quattro fattori di rischio (fumo, alcool, obesità inattività fisica) che da soli comportano il 60% della perdita di anni di vita in salute in Europa e Italia.

Sempre nel 2007, il Ministero della Salute ha promosso e finanziato il progetto Sistema di indagini sui rischi comportamentali in età 6-17 anni portando allo sviluppo del sistema di sorveglianza sui comportamenti dei bambini Okkio alla salute inserito del progetto OMS “Childhood Obesity Surveillance Initiative (COSI)”.

Al di là delle semplici e immediate misure restrittive come quella della tassa sul “cibo spazzatura” introdotta da Danimarca, Ungheria e Finlandia e Francia, Guadagnare Salute offre l’occasione di riflettere sullo stile di vita moderno, sedentario e passivo. E sul concetto di benessere. Il documento “Global recommandation on physical activity for health” redatto dall’OMS nel 2010 e promosso da Guadagnare salute contiene indicazioni sull’attività fisica da adottare alle diverse età come prevenzione primaria verso le malattie cardio-respiratorie, metaboliche, muscolo-scheletriche, tumorali e i disturbi depressivi, includendo le relative evidenze scientifiche.

Salute e ginnastica

L’attività fisica è a tutti gli effetti il più potente elisir di lunga vita di cui disponiamo; perché è così trascurato? Da un’indagine dell’eurobarometro 2010 l’Italia è all’ultimo posto per coinvolgimento dei cittadini in attività fisica: solo il 3% degli italiani pratica sport con regolarità contro il 23% degli irlandesi, primi in classifica.

In generale i paesi che registrano un maggior numero di cittadini attivi sono quelli nordici, indice più che altro di una organizzazione sociale che permette una elastica pianificazione del lavoro e del tempo libero. La soluzione non sta quindi (solo) nel convincere i singoli cittadini a praticare attività fisica ma nell’inserire nell’agenda dei governi strategie di incentivazione per uno stile di vita attivo in termini di benessere individuale e di sviluppo sostenibile.

Un recente manuale di utilizzo pubblicato a fine 2011 dall’OMS Europa “Heat: Health economic assessment tool” mette in risalto come un’educazione alla mobilità attiva può produrre effetti non solo in ambito sanitario ma anche nel settore dei trasporti e dell’ambiente: Heat vuole risponde a questa domanda : se x persone camminano o percorrono in bici una distanza y tutti i giorni qual è il valore economico prodotto dai miglioramenti osservati nel tasso di mortalità?

Nato da un lavoro pioneristico di alcuni paesi nordici, Heat è uno strumento pensato per un’ampia gamma di professionisti e in grado di fornire un’analisi economica organica e completa sulle ricadute sociali degli investimenti in mobilità attiva.

In questo panorama si inserisce anche la manifestazione nazionale di Guadagnare salute che si tiene il 21 e 22 giugno a Venezia e promossa dal Ministero della Salute Le sfide della promozione della salute: dalla sorveglianza agli interventi sul territorio. Un’occasione per promuovere “la salute in tutte le politiche” e costituire reti locali e regionali e punti di incontro tra operatori sanitari, cittadini, esponenti amministrativi e istituzioni attraverso seminari e agorà distinti per fasce di età e livello di intervento ( politico-strategico, tecnico-scientifico e sociale-partecipativo).

A 25 anni dalla costituzione della Carte di Ottawa (1986) per la promozione della salute, a due anni dalla carte di Toronto (2010) per l’incentivazione all’attività fisica e a 8 anni dagli obiettivi di “Health 2020”, il programma europeo per lo sviluppo della politica sanitaria in Europa, è il momento di fare un bilancio e capire se in Italia la direzione presa è quella giusta e se qualcosa nel nostro modo di concepire la salute e il benessere sta cambiando. Il 2012 è l’anno delle Olimpiadi; è il momento di guardare allo sport, a quello vero, fatto di perseveranza, condivisione e lealtà; è il momento di imparare che una camminata o una corsa non sono solo un modo per passare il tempo ma un serio investimento per il futuro. 

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