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Inferenza transitiva, lo studio nelle vespe

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Una vespa cartonaia Polistes dominula. Crediti: Quartl/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 3.0

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Numerosi studi hanno cercato di valutare le abilità cognitive di insetti eusociali come le api e le formiche. Le prime, ad esempio, si sono dimostrate in grado di comprendere il concetto di "zero", di risolvere compiti complessi, come tirare una stringa per poter ottenere cibo, e imparare dai comportamenti delle compagne. Secondo l'unico studio condotto in questi animali, Apis mellifera non sembra però essere in grado d'impiegare l'inferenza transitiva, ossia quella forma di ragionamento logico che ci permette di dire che se A è più grande di B e B è più grande di C, allora A è anche più grande di C. A riuscirci sono invece le vespe, come riporta una ricerca recentemente pubblicata su Biology Letters.

L'inferenza transitiva aiuta le vespe a fare una scelta

La capacità di applicare l'inferenza transitiva è stata a lungo ritenuta una caratteristica esclusiva della nostra specie. Nel corso del tempo, però, si sono accumulati studi su diversi animali che hanno dimostrato come anche alcune scimmie, pesci e uccelli siano in grado di applicarla. Elisabeth Tibbets, biologa evoluzionista dell'Università del Michigan, insieme a un gruppo di studenti, ha cercato di capire se questo valesse anche per le vespe.

I ricercatori hanno insegnato a vespe cartonaie delle specie Polistes dominula e Politses metricus a discriminare tra quattro coppie di colori; in ciascuna coppia, uno dei colori era associato a una blanda scarica elettrica. Quando A è presentato con B, B dà la scossa; quando B è presentato con C, è C a causare la scarica, e così via. In pratica, si creava una sorta di gerarchia dal colore A al colore E.
Una volta che le vespe avevano appreso il test, i ricercatori hanno cambiato le coppie. Ora il colore B veniva presentato con D e il colore A con E. Come possono reagire le vespe di fronte al cambio di appaiamenti? Possono restare confuse e non riuscire a scegliere il colore. Oppure, se hanno organizzato gli stimoli secondo una gerarchia implicita, basarsi sull'inferenza transitiva per fare la scelta.

Le vespe testate dai ricercatori hanno optato per la seconda soluzione. Il colore B veniva scelto significativamente più spesso di D, così come il colore A era scelto più spesso di E. «Le vespe non hanno avuto problemi a capire che un determinato colore era sicuro in determinate situazioni e avrebbe invece dato la scossa in altre», ha spiegato Tibbets in un comunicato.

Inferenza cognitiva e ambiente sociale

Il sistema nervoso delle vespe cartonaie non è poi molto diverso da quello delle api: circa un milione di neuroni e cervelli più piccoli di un chicco di riso. Ma perché, allora, le prime sembrano in grado di applicare l'inferenza cognitiva e le seconde no? Entrambi gli insetti sono eusociali e vivono in colonie, ma con una differenza. Se l'alveare è infatti il regno di una singola regina, nelle colonie di vespe cartonaie Polistes dominula e Politses metricus convivono diverse femmine riproduttrici (chiamate "fondatrici") che competono con le rivali formando una gerarchia lineare.

Secondo gli autori dello studio, questa differenza sociale potrebbe spiegare le diverse abilità cognitive. Il test è stato infatti condotto su esemplari di fondatrici: in questi individui, la capacità di applicare l'inferenza transitiva potrebbe, nella vita della colonia, permettere loro di fare deduzioni rapide sulle nuove relazioni sociali che stabiliscono la gerarchia. Questa stessa abilità avrebbe consentito agli insetti di organizzare le informazioni che sono state loro presentate durante il test.

«Ciò non significa che le vespe usano la deduzione logica per risolvere un problema. Piuttosto, sembra che usino le relazioni note per fare delle inferenze su relazioni ignote», commenta ancora Tibbets. «I nostri risultati suggeriscono che i comportamenti complessi siano modellati dall'ambiente sociale, più che essere strettamente limitati dalla dimensione del cervello». Saranno poi necessari ulteriori studi per capire come l'inferenza transitiva venga applicata nelle interazioni sociali di queste vespe.

Questo non è comunque il primo studio sulle competenze cognitive delle vespe condotto da Tibbett. In lavori precedenti, la ricercatrice e i suoi colleghi avevano già mostrato, ad esempio, che questi insetti sono in grado di riconoscere gli altri individui della specie basandosi su alcuni segni del muso e si comportano in modo più aggressivo verso quelli sconosciuti rispetto ai familiari. Inoltre, sembrano avere una memoria molto lunga grazie alla quale modellano i propri comportamenti verso gli altri individui basandosi sulle esperienze d'interazione sociale passate.

 


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