fbpx Incentivi sì, ma per l'innovazione | Scienza in rete

Incentivi sì, ma per l'innovazione

Primary tabs

Tempo di lettura: 2 mins

In un recente convegno sull’efficienza energetica il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha fatto delle affermazioni che valgono la pena di essere evidenziate e ricordate: “dobbiamo incentivare tutto quello che si può incentivare in ricerca, innovazione e sviluppo”, “non rappresentano uno spreco di risorse. Possiamo dire però che probabilmente c’è stato uno spreco di risorse legate agli incentivi che hanno privilegiato i consumi finali e non gli investimenti”.

Francamente da un ministro non si può domandare di più, almeno a parole, anche perché lo scandalo degli incentivi al kwh pulito non viene sollevato pressoché da nessuno e quando questo succede si stende rapidamente il massimo silenzio da parte della grande stampa. Purtroppo responsabili di questa lettura del tutto parziale della sostenibilità sono stati e sono tuttora anche i nostri ambientalisti che stanno all’origine di una lettura del tutto “italiota” dello sviluppo sostenibile. Secondo questa “visione” la dimensione economica e la dimensione sociale non esistono, per cui potremo certamente eliminare l’effetto serra ma a vantaggio di una natura priva di umanità o, almeno, di compatrioti. Più concretamente l’affermazione del Ministro Clini sugli sprechi mette sotto accusa la politica che a fronte di un aggravio delle bollette elettriche pagate dai cittadini fornisce le risorse perché qualcuno ci installi un impianto, ad esempio fotovoltaico, comprato all’estero, magari in Germania. Con il che si ottengono vari risultati negativi sia in termini di occupazione sia in termini di sviluppo. Era ed è inevitabile, per correggere la nostra impronta ambientale, una soluzione del genere?. No, certamente. C’erano e ci sono ancora nel nostro paese capacità e competenze che invece di essere sviluppate, agevolate, messe in collegamento, ecc., sono state emarginate ed escluse per lasciare aperte la porta del nostro declino.

Questo caso di cattiva lettura delle opportunità offerte dalla green economy, non è certamente l’unico e, dunque, ben venga un ministro che sembra voler mettere al centro di questa questione il potenziale della ricerca e dell’innovazione senza il quale non avremo né un nuovo né un vecchio sistema di sviluppo.


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Degenerati al potere e la psichiatrizzazione del nemico politico

lo psichiatra Arthur Kronfeld

Il pamphlet antinazista dello psichiatra Arthur Kronfeld “Degenerati al potere" mostra come anche uno scienziato possa cedere alla tentazione di trasformare la diagnosi in propaganda. È una storia che interroga anche il presente, perché il problema non è la psiche dei leader, ma la forza delle istituzioni che ne limitano il potere.

In copertina: elaborazione grafica del ritratto di Arthur Kronfeld

«La "realtà psichica" non corrisponde alla "realtà storica"», scrive Luciano Mecacci nella nota al testo dell'edizione italiana di Degenerati al potere, un pamphlet di propaganda antinazista del 1941, redatto dallo psichiatra tedesco Arthur Kronfeld (1886-1941). E nemmeno alla "realtà politica", si potrebbe aggiungere.