Una giornata sulla Razza

Tempo di lettura: 4 mins

Giornate tematiche del Master MaCSIS

RAZZA

SCIENZE NATURALI E SOCIALI DI FRONTE A UNA QUESTIONE COSTITUZIONALE

giovedì 17 maggio, ore 09:30 – 17:00

Università degli Studi di Milano-Bicocca

piazza Ateneo Nuovo 1, Milano

Edificio U6, Piano IV, Aula “Riccardo Massa”

La ‘razza’, definizione ricorrente nella cultura popolare, associata all’Homo sapiens non ha giustificazioni biologiche: dalla comunità scientifica emerge la proposta di eliminare o sostituire il termine nell’Art. 3 della Costituzione della Repubblica Italiana. A ottant’anni dall’approvazione delle leggi razziali fasciste, è opportuno interrogarsi sugli effetti della sua permanenza nella Carta costituzionale, dove è stato inserito per sottolineare il rifiuto categorico delle discriminazioni del regime fascista. Oggi quel vocabolo è ancora necessario oppure andrebbe rimosso?

Il convegno “Razza. Scienze naturali e sociali di fronte a una questione costituzionale”, che avrà luogo giovedì 17 maggio presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, approfondirà alcune posizioni di scienziati naturali, sociali e giuristi sull’argomento. «Nel momento in cui la scienza, ormai, ha provato che le razze umane non esistono… esistono dei razzismi crescenti che cercano, invece, di dividere l’umanità» sostiene Pietro Greco, scrittore e giornalista scientifico, che introdurrà e modererà la giornata. E così prosegue: «Ci si chiede se non sia il caso di sostituire la parola ‘razza’ con un’altra locuzione, per esempio ‘senza discriminazioni in base alla provenienza geografica’».

L’evento è organizzato da MaCSIS - Master in Comunicazione della Scienza e dell’Innovazione Sostenibile (www.macsis.unimib.it) dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca col patrocinio di Siac - Società Italiana di Antropologia Culturale (www.siacantropologia.it) e la collaborazione di Scienza in Rete (www.scienzainrete.it), web journal del Gruppo 2003 per la ricerca scientifica. Aprirà la giornata Giampaolo Nuvolati, Direttore del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, portando i saluti dell’Ateneo. Pietro Greco, scrittore e giornalista scientifico, introdurrà il convegno con una panoramica sulla ‘razza’ tra studi scientifici, percezione sociale e diritti costituzionali. A seguire, l’intervento di Marina Calloni, docente di filosofia sociale e politica dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, sugli usi linguistici di un termine tanto controverso con uno sguardo al panorama politico internazionale. Carmen Leccardi, docente di sociologia della cultura e membro del Senato Accademico dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, proporrà un approfondimento dalla prospettiva degli studi culturali. Valerio Onida, Presidente Emerito della Corte Costituzionale e docente di diritto costituzionale dell’Università degli Studi di Milano, parlerà del rapporto fra ‘razza’ e Costituzione da un punto di vista giuridico. A seguire, Simone Ghezzi, docente di antropologia sociale dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e consigliere di Siac - Società Italiana di Antropologia Culturale, interverrà sull’ostinata sopravvivenza del vocabolo in un’ottica antropologica.

Dopo la pausa pranzo, Valeria Galimi, docente di comunicazione storica dell’Università degli Studi di Milano, proporrà una panoramica sulla concezione di ‘razza’ durante il fascismo italiano e sulle conseguenze che ha avuto negli anni successivi. Elisabetta Camussi, docente di psicologia sociale dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, analizzerà il problema del pregiudizio razziale. Federica Da Milano, docente di glottologia e linguistica dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, interverrà sul ruolo assunto dalla parola ‘razza’ nella letteratura, sotto il profilo linguistico e letterario. Carlo Alberto Redi, accademico dei Lincei e docente di zoologia dell’Università degli Studi di Pavia, sosterrà la necessità di rimuovere il termine dalla Costituzione a partire da considerazioni biologiche.

La partecipazione è libera e gratuita. Per informazioni: [email protected]

PROGRAMMA

09:30 Saluti di Giampaolo Nuvolati - Direttore del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale, Università degli Studi di Milano-Bicocca

“Razza: tra scienza, percezione e Costituzione”

Pietro Greco - Scrittore e giornalista scientifico

10:00 “Razza: usi linguistici e politici di un termine controverso in contesti internazionali”

Marina Calloni - Filosofa Politica, Università degli Studi di Milano-Bicocca

10:40 “La prospettiva degli studi culturali”

Carmen Leccardi - Sociologa, Università degli Studi di Milano-Bicocca

11:20 “Costituzione e razza”

Valerio Onida - Presidente Emerito della Corte Costituzionale, Università degli Studi di Milano

12:00 “Razze dure a morire. Uno sguardo antropologico”

Simone Ghezzi - Antropologo, Università degli Studi di Milano-Bicocca

PAUSA PRANZO

14:00 “L’idea di razza nel fascismo italiano”

Valeria Galimi - Storica, Università degli Studi di Milano

14:40 “Il pregiudizio della razza”

Elisabetta Camussi - Psicologa Sociale, Università degli Studi di Milano-Bicocca

15:20 “Razza: storia di una parola tra linguistica e letteratura”

Federica Da Milano - Linguista, Università degli Studi di Milano-Bicocca

16:00 “No razza, sì cittadinanza”

Carlo Alberto Redi - Accademico dei Lincei, Università degli Studi di Pavia

Moderatore: Pietro Greco - Scrittore e giornalista scientifico

 

Scarica e diffondi il programma.

 

altri articoli

La sinfonia n° 13 di Šostakovič

L'annientamento della popolazione ebraica sul posto, al di fuori dei campi di sterminio, che i nazisti perpetrarono nella loro avanzata verso est dal mar Baltico al mar Nero, copre numericamente quasi la metà della Shoah. Babij Jar è un burrone non lontano da Kiev che, quando i tedeschi occuparono la città ucraina nel settembre del 1941, divenne la tomba della popolazione ebraica residente. E di intellettuali, partigiani ucraini, soldati prigionieri, addirittura calciatori della Dinamo che non si erano voluti far battere dalla squadra delle Forze Armate tedesche, ladri comuni, decine di migliaia di rom. A questo luogo, o meglio a ciò che rappresenta, Evgenij A. Evtušenko dedicò un poema, i cui versi sono stati immortalati dalla loro inclusione nella sinfonia n° 13 di Dmitrij D. Šostakovič. Poiché la sua intenzione era di rendere omaggio alle vittime innocenti non solo del nazismo, ma anche dello stalinismo, Šostakovič chiese poi a Evtušenko altri testi da introdurre nella sinfonia, che furono poi modificati su pressione di Nikita Chruščëv: “Vorrei scrivere una sinfonia per ciascuna delle vittime, ma è impossibile ed è per questo che dedico a tutte loro la mia musica”.
L'articolo di Simonetta Pagliani in occasione del Giorno della Memoria.
Crediti immagine: armenanno/Pixabay. Licenza: Pixabay License

La prima pattuglia russa giunse in vista del campo verso il mezzogiorno del 27 gennaio 1945. Fummo Charles ed io i primi a scorgerla: stavamo trasportando alla fossa comune il corpo di Sómogyi, il primo dei morti fra i nostri compagni di camera. Rovesciammo la barella sulla neve corrotta, ché la fossa era ormai piena, ed altra sepoltura non si dava: Charles si tolse il berretto, a salutare i vivi e i morti. Erano quattro giovani soldati a cavallo, che procedevano guardinghi, coi mitragliatori imbracciati, lungo la strada che limitava il campo.