fbpx Elezioni | Scienza in Rete

Candidati onorevoli, e la scienza?

Primary tabs

Ugo Zatterin, storico moderatore delle tribune elettorali negli anni Settanta.

Read time: 2 mins

La campagna elettorale per le elezioni politiche del 4 marzo prossimo è entrata nel vivo, ma i temi della ricerca scientifica e dell’Università – pur riconosciuti elementi decisivi per lo sviluppo e quindi per il futuro di un Paese avanzato – sembrano del tutto estranei al dibattito elettorale italiano e stentano a conquistare le prime pagine dei giornali, contrariamente a quanto normalmente accade negli altri Paesi. Come cittadini consapevoli, vorremmo decidere chi votare sulla base di precise informazioni circa i programmi su questi temi delle diverse coalizioni e formazioni politiche che si affrontano. Per questo, abbiamo formulato sei semplici domande per i leader politici che si candidano a governare l’Italia nei prossimi cinque anni:

  1. Come pensate di aumentare il numero dei laureati italiani, assai esiguo rispetto alla media europea, garantendo al contempo standard elevati di qualità didattica?
  2. Come garantirete che le Università italiane siano finanziate sulla base del merito – premiando le più competitive a livello internazionale in fatto di ricerca, innovazione, didattica e terza missione – a fronte di un gap crescente tra Atenei delle diverse Regioni italiane e in particolare tra nord e sud del Paese?
  3. Che ne pensate della proposta di abolire i concorsi universitari, affidando alla responsabilità degli Atenei e a una rigorosa valutazione a posteriori (con severe sanzioni per chi non seleziona sulla base del merito) il reclutamento dei docenti e ricercatori come accade nei paese anglo-sassoni?
  4. Qual è la vostra posizione sulla possibile abolizione del valore legale del titolo di studio e sul passaggio a un regime di libera competizione tra Università?
  5. Come migliorereste l’efficienza amministrativa delle Università che oggi sono vincolate alle regole della Pubblica Amministrazione?
  6. Potreste tracciare l’identikit della figura ideale che vedreste come vostra Ministra o vostro Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca?

Cesare Montecucco
Tomaso Patarnello
Telmo Pievani
Maria B. Rasotto

Docenti dell’Università degli Studi di Padova

 


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

La multa non basta: Meta patteggia, ma gli algoritmi restano intatti

adulto e bambini che guardano lo smartphone

Il maxi patteggiamento di Meta con gli Stati americani introduce limiti d'uso per la popolazione adolescente, ma lascia intatti gli algoritmi che catturano l’attenzione e riguarda solo gli Stati Uniti. Vietare non basta: servono regole più ampie, un'informazione libera e indipendente e una comunità educante (famiglie, scuola, pediatri) capace di accompagnare ragazzi e ragazze nell'uso dei device. Da qui l'idea di un bugiardino digitale, come per i farmaci.

Foto di Vitaly Gariev su Unsplash

La società Meta, che controlla Facebook, Instagram e WhatsApp, è stata chiamata in giudizio da 29 Stati americani con l'accusa di aver progettato le proprie piattaforme in modo da favorire un uso compulsivo da parte di bambini e adolescenti, con possibili conseguenze sulla loro salute. Sono 47, in realtà, gli Stati americani (più il distretto di Columbia) che hanno intrapreso azioni legali contro Meta, ma il nucleo principale dell'azione legale è stato portato avanti da 29 Stati.