fbpx Bene due ministeri per scuola e università e ricerca | Scienza in rete

Bene due ministeri per scuola e università e ricerca

Primary tabs

Gaetano Manfredi e Lucia Azzolina, rispettivamente i nuovi ministri di Università e ricerca e Scuola.

Tempo di lettura: 2 mins

Il Gruppo 2003 per la ricerca scientifica si rallegra della scelta operata dal governo di separare il Ministero dell’Istruzione dal Ministero dell'Università e ricerca, come proposto dallo stesso Gruppo lo scorso settembre. La scissione del MIUR in due ministeri era già avvenuta dal 1988 al 2001, e successivamente dal 2006 al 2008 (poi riuniti prima per la legge Bassanini e poi per una disposizione della Finanziaria del 2008).

La riforma, infatti, consente un lavoro migliore in due ambiti di primaria importanza per lo sviluppo del Paese: la scuola da un lato, che attende da tempo un rinnovamento anche in considerazione dei deludenti risultati dell’ultima rilevazione PISA;  l'università e la ricerca dall’altro, che da anni soffre di una preoccupante disattenzione politica e di un cronico sottofinanziamento.

Positiva quindi la notizia della istituzione di un Ministero che d’ora in poi potrà concentrare la propria azione sul rilancio economico e programmatico delle università e della ricerca, aiutato in questa opera ambiziosa anche dalla istituzione della Agenzia nazionale per la ricerca dedicata alla gestione trasparente e indipendente dei bandi di ricerca.

Con queste due notizie, il 2020 può rappresentare davvero l’anno della svolta invocata da tempo, sempre che a queste nuove strutture faccia seguito la volontà, accennata dal premier Giuseppe Conte nel bilancio di oggi, di dedicare nuove risorse alla ricerca scientifica. “Auguriamo dunque buon lavoro ai nuovi ministri Lucia Azzolina e Gaetano Manfredi perché sappiano infondere ai nuovi dicasteri della scuola e della università e ricerca un nuovo slancio. Un ministero dedicato alla ricerca rende più facile occuparsi del settore, purché lo si faccia guardando globalmente al Paese e alla sua economia”, ha dichiarato il presidente del Gruppo 2003 Nicola Bellomo.

 


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Via libera agli specchi spaziali: chi difenderà il cielo notturno?

cielo notturno

La Federal Communications Commission ha autorizzato il lancio di Eärendil-1, il satellite dimostrativo con cui la start-up californiana Reflect Orbital testerà uno specchio orbitale capace di riflettere la luce del Sole sulla Terra dopo il tramonto. L'azienda punta a una futura costellazione di decine di migliaia di satelliti per illuminare impianti solari, cantieri ed emergenze. Ma astronomi, ambientalisti e ricercatori avvertono: l'inquinamento luminoso e gli effetti sull'ambiente potrebbero riguardare l'intero pianeta, in un vuoto normativo internazionale.

Entro la fine dell’anno la start-up californiana Reflect Orbital vuole mettere in orbita un satellite sperimentale che dispiegherà un sottilissimo foglio di mylar riflettente, quattro petali triangolari a formare un quadrato di 18 metri di lato, per riflettere la luce solare verso la Terra dopo il tramonto. Si tratta di un prototipo che verrà utilizzato per condurre dei test necessari per validare la tecnologia di illuminazione diretta precisamente verso la posizione di chi la richiede, evitando di disturbare chi non la vuole.