fbpx Webinar OK!CLIMA: La babele del clima | Scienza in rete

La babele del clima

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A partire da venerdì 3 settembre la Centrale dell'Acqua, in collaborazione con CMC Italia, Zadig e Scienza in rete, inaugurano un ciclo di 4 incontri online dal titolo "OK!CLIMA - Il clima si tocca con mano" dedicati al cambiamento climatico, con ospiti del mondo delle Istituzioni e della ricerca. Si parlerà di comunicazione della crisi climatica, di salute e di co-benefici delle politiche climatiche, di economia e transizione, di forestazione e sviluppo sostenibile nell’ambiente urbano.

Il primo appuntamento, in diretta dalle 18 sui canali social della Centrale, s'intitola "La babele del clima" e sarà occasione per un interessante confronto tra gli esperti sulle criticità e le strategie di comunicazione della crisi climatica. Saranno presenti:

- Serena Giacomin (Italian Climate Network, in collegamento)
- Piero Pelizzaro (Chief Resilience Officer - Comune di Milano)
- Anna Piseri (Liceo Classico “Arnaldo” di Brescia, in collegamento)
- Antonio Scalari (CMC Italia)

con la moderazione di Luca Carra (Direttore di Scienza in rete).

 


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Il CREA rischia una grave perdita di autorevolezza scientifica

In una lettera aperta un gruppo di ricercatori, fra i quali il Nobel Giorgio Parisi, Elena Cattaneo e Paola Bonfante, esprime la preoccupazione per le nuove nomine di direttori del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi in economia agraria), l'ente nazionale di ricerca vigilato dal  Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Le nomine sembrano infatti «trascurare l’attinenza fra la carriera scientifica dei prescelti come direttori e le aree di ricerca dei Centri». Alcuni profili dei nuovi direttori mostrano curricula da «giovane borsista» più che da ricercatore maturo».In conclusione: «Chiediamo quindi che le procedure di nomina dei Direttori dei Centri CREA siano rese pienamente trasparenti, verificabili e fondate su criteri scientifici chiari, comparabili e coerenti con la missione dei singoli Centri. Il Paese ha bisogno di un CREA forte, autorevole e rispettato a livello internazionale. Per esserlo, deve essere guidato da figure scientificamente riconosciute nei settori che sono chiamate a rappresentare».

Il CREA è il principale ente pubblico italiano di ricerca in agricoltura e scienze agroalimentari. Per questo, le recenti nomine da parte della dirigenza dei 12 Direttori dei suoi Centri di ricerca non possono essere considerate una vicenda interna all’Ente, ma riguardano la credibilità stessa della ricerca pubblica nazionale in un settore strategico per il Paese.