Marzo 1954, Isole Marshall, Oceano Pacifico, Yoshio Misaki su una tonnara giapponese assiste a uno strano spettacolo: un sole che sorge
a ovest. Ma non si tratta di un sole ma della luce prodotta dall’esplosione nucleare di un test americano effettuato in prossimità
dell’atollo Bikini a 85 miglia a ovest della tonnara. La nube radioattiva raggiunge la tonnara e il vicino atollo di Rongelap. E nessun civile è stato avvertito. Che conseguenze avrà questo drammatico episodio sul rapporto tra scienza e società?
Atollo di Bikini, la cicatrice della bomba atomica
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Il lancio del James Webb Space Telescope, un sogno che si avvera

Il giorno di Natale è finalmente iniziato il viaggio del più grande telescopio spaziale mai costruito. Un viaggio che, in circa un mese, lo porterà a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra. Lì, al termine della complessa fase di messa a punto e di test dei suoi strumenti, l’occhio infrarosso del JWST (James Webb Space Telescope) scruterà le profondità del Cosmo, portandoci là dove mai finora eravamo riusciti a giungere.
In copertina: immagine pittorica del JWST che riassume le principali aree di ricerca che lo vedranno impegnato per almeno una decina d’anni. Svelerà ai nostri occhi un Universo finora nascosto: le stelle avvolte da nuvole di polvere, le molecole presenti nelle atmosfere di altri mondi e la luce delle prime stelle e galassie. Crediti: ESA/ATG medialab
Una storia infinita quella del James Webb Space Telescope (JWST). L’idea di questa meravigliosa macchina osservativa risale a metà degli anni Novanta, l’intento era quello di realizzare un telescopio per l’infrarosso che si affiancasse al telescopio Hubble – ormai pienamente operativo dopo l’intervento di correzione della sua vista – e ne completasse le capacità osservative. Si sarebbe chiamato NGST (Next Generation Space Telescope) e avrebbe dovuto avere uno specchio grande otto metri.