5x1000 alla ricerca, i segreti del crowdfunding

Tempo di lettura: 2 mins

L'Agenzia delle Entrate ha recentemente reso noti i dati del 5x1000 alla ricerca scientifica, relativi alla dichiarazione dei redditi 2011.

Si tratta di un totale di quasi 40 milioni di euro derivanti da più di 1 milione e 600 mila scelte individuali, a cui si aggiungono poco più di 17 milioni e 500 mila euro derivanti dalle non-scelte (nel 2011 un forfait di 11,05 euro in più per scelta espressa). Il mondo scientifico italiano ha ricevuto quindi più di 57 milioni e 500 mila euro dalle donazioni dei cittadini, ma questo piccolo tesoretto è suddiviso su circa 410 beneficiari tra associazioni, università, fondazioni, enti pubblici e aziende private. In modo tutt'altro che omogeneo.

La distribuzione degli importi donati per beneficiario evidenzia le realtà che hanno più lavorato in comunicazione e radicamento sul territorio: basti pensare che più della metà dell'importo complessivo (più di 34 milioni di euro) sono andati all'AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro), che ha convinto più di un milione di persone (il 63,7% del totale). Di seguito le top 10 per quanto riguarda importo complessivo e numero di preferenze.

Le due classifiche sono molto simili, segno del fatto che rende molto di più mobilitare tante persone che donano relativamente poco (in media poco meno di 25 euro a testa), piuttosto che convicere pochi ricchi mecenati. In effetti la classifica dell'importo medio di una donazione non mostra nessuno dei beneficiari visti in precedenza, ma in compenso riserva qualche divertente sorpresa.

Nonostante gli importi totalmente fuori media delle singole donazioni, questi beneficiari sono marginali nel raccogliere risorse dal 5x1000, perché sono scelti da pochissime persone (poco più di 300, lo 0,02%).

Prima di dare un'occhiata al mondo universitario, è utile guardare come le risorse si distribuiscono per tipologia di beneficiario: fondazioni, università, istituti di ricerca, consorzi, conservatori, associazioni, ecc. Nonostante il mondo delle associazioni conti il 6% dei beneficiari del 5x1000, infatti, raccoglie ben il 60% dell'importo complessivo.

Nel mondo universitario la parte del leone la fa il Campus Bio-Medico di Roma, con 750 mila euro da quasi 19 mila donazioni, mentre l'Università  di Palermo è fanalino di coda. Sostanzialmente tutte le università, invece, raccolgono un'importo medio per donazione superiore alla media nazionale.

A fronte di un finanziamento pubblico per la ricerca scientifica di quasi 20 miliardi di euro nel 2011 (circa l'1,25% del PIL italiano), le risorse provenienti dal 5x1000 sono ovviamente marginali da un punto di vista quantitativo. Trattandosi però di un finanziamento diffuso proveniente da centinaia di migliaia di persone in tutta Italia, il dettaglio della sua composizione può fornire utili informazioni sulle preferenze dell'opinione pubblica in termini di ricerca scientifica e sulle strategie più efficaci per comunicare e diffondere la cultura della scienza in Italia.

 

Per approfondire: 

Dati originari dell'Agenzia delle Entrate (pdf). 
Qui il Google Spreadsheet.

 Dataninja.it

altri articoli

L'uso dei bot nel dibattito sui migranti

Crediti: geralt/Pixabay. Licenza: Pixabay License

I social media sono oggi il canale privilegiato per la diffusione di informazioni e gli account automatizzati, noti anche come social bot, o semplicemente bot, contribuiscono sempre di più a questo processo. Utilizzando Twitter come punto di riferimento, abbiamo analizzato il traffico scambiato, nell'arco di un mese di osservazione, sul tema del flusso migratorio dal Nord Africa all'Italia. L’analisi evidenzia come proprio i bot giochino un ruolo importante nello scambio di contenuti significativi: nodi cosiddetti hub (cioè in prima approssimazione gli account con più connessioni uscenti) hanno tra i loro follower un alto numero di bot. Inoltre, è emerso che alcuni degli hub, ai quali può essere assegnata la stessa tendenza politica, condividono diversi bot come follower: gli hub e le loro squadre di bot si uniscono per aumentare la visibilità e l’impatto dei loro messaggi