fbpx All | Page 1249 | Scienza in rete

All

Energia: serve una rivoluzione

Italiano
Read time: 1 min
Autori: 
Canali: 
Sezioni: 
G8

Nella due giorni dei G8 per l'ambiente si tracciano le linee di sviluppo futuro per le energie. Bisogna puntare decisamente sulle energie rinnovabili - primo il solare - ma anche sul nucleare di quarta generazione, che le scorie anziché produrle le consumerà. Bocciato invece il nucleare attuale, spinto dal governo italiano, sia per i costi sia per l'inquinamento che produce in termini di scorie. Le fonti fossili saranno inevitabili in questa fase di transizione ma puntando al massimo dell'efficienza.

Correlazione degli articoli

Evoluzione in Vaticano

Dal 3 al 7 marzo si è discusso di evoluzionismo alla Pontificia Università Gregoriana. Abbiamo chiesto un resoconto a due antropologi che hanno preso parte alla Conferenza: Giancarlo Biondi, dell'Università dell'Aquila, e a Olga Rickards, dell'Università Tor Vergata di Roma. di

 

Attenti agli spot su Google

Autori: 
E' ormai una delle più comuni fonti di informazione per il pubblico, ma proprio per questo Google dovrebbe prestare più attenzione alle inserzioni pubblicitarie e ai link sponsorizzati: troppo spesso questi contengono affermazioni senza alcun riscontro scientifico
Read time: 1 min

Il bisturi dipende dagli SNPs

Autori: 
Le varianti genetiche individuali non condizionano solo il tipo di risposta ai farmaci o la probabilità di effetti collaterali: per la prima volta è stato dimostrato che avere certi SNPs determina un aumento o una riduzione del rischio legato a un intervento chirurgico, il by-pass coronarico in circolazione extracorporea.
Read time: 1 min

Il concorso? Meglio abolito che riformato

E’ senz’altro l’ottimismo della volontà che spinge il ministro Gelmini a cercare di riformare i concorsi universitari. La ragione, con il suo sempre più giustificato pessimismo, dovrebbe piuttosto portare ad abolirli. Sappiamo dei tanti concorsi «truccati» e delle assunzioni di parenti, amici e portaborse nelle Università italiane. E’ quindi comprensibile che ci si ponga il problema di rendere abusi e scorrettezze difficili se non impossibili, a salvaguardia dei molti che, forti solo del loro merito, ambiscono a entrare nei percorsi di carriera accademica e di ricerca. Sfugge tuttavia al legislatore, nonostante una pluriennale esperienza, che dettar norme al fine di rendere «oggettiva» la valutazione dei candidati di un concorso è un modo di servire le Università inevitabilmente perdente. L’interrogativo è quindi, ancora una volta, «che fare?».